CASTELLAMMARE DI STABIA – Come già accaduto in altre tragedie simili sarà quasi esclusivamente tecnica l’indagine della Procura di Torre Annunziata sul disastro della funivia del Faito, che ha causato quattro vittime e un ferito in gravi condizioni.
Il procuratore Nunzio Fragliasso ha costituito un apposito pool da lui guidato e composto dall’aggiunto Giovanni Cilenti e dai pm Giuliano Schioppi e Alessandra Riccio: i magistrati hanno già individuato i periti che li affiancheranno negli accertamenti sulla manutenzione e sui controlli, in particolare quelli settimanali compreso l’ultimo, che doveva essere effettuato proprio il giorno prima dell’incidente, in cui c’è stata allerta meteo anche per forte vento.
Poi sarà necessario approfondire gli aspetti che riguardano i freni e il cavo di trazione, la cui rottura ha provocato la tragedia. Acquisiti i video dei sistemi di videosorveglianza dell’impianto, uno dei quali ha ripreso la fase iniziale del disastro. La Polizia di Stato, in veste di polizia giudiziaria, ha già acquisito un’ampia documentazione che gli investigatori stanno passando al setaccio. Com’è noto l’Eav (l’ente che gestisce la funivia) aveva riattivato il servizio una decina di giorni fa in vista della bella stagione.
A breve la Procura di Torre Annunziata dovrebbe disporre le autopsie che potrebbero vedere – ma non è scontato – l’iscrizione dei primi indagati di questo fascicolo, aperto ipotizzando i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo e lesioni colpose.
Lo zio di Janan: individuare i responsabili
“In questi casi non ci sono parole. Ringrazio le autorità italiane e auspico che siano individuate le responsabilità”. A parlare è Loei Arafat, lo zio della giovane farmacista arabo-israeliana Janan Suliman morta nell’incidente della funivia del Faito e del fratello Thabet, rimasto gravemente ferito e ricoverato all’ ospedale del Mare.
Giunto nella serata di ieri in Italia l’uomo si è recato dapprima all’obitorio di Castellammare di Stabia e successivamente al commissariato di polizia.
Loei Arafat, che ha studiato in Italia (si è laureato a Macerata nel 1997), dice di aver sentito i nipoti una settimana fa: “I loro genitori non sono venuti in Italia perché sono rimasti accanto agli altri figli”, spiega.
Cavo spezzato ha danneggiato elettrodotto dell’alta tensione
Quattro famiglie della zona alta di Castellammare di Stabia sono state sgomberate dalle loro abitazioni. Il provvedimento è stato assunto dal Comune per motivi precauzionali dopo che il cavo spezzato della funivia del Faito ha danneggiato l’elettrodotto dell’alta tensione, nei pressi del quale si trovano le abitazioni evacuate.
Al momento tre famiglie hanno trovato una sistemazione autonoma mentre per una quarta c’è la disponibilità all’accoglienza da parte della parrocchia del rione.
Intanto è stato ultimato il ripristino della fornitura dell’energia elettrica in tutte le 517 abitazioni disalimentate a causa del danneggiamento dell’elettrodotto. Le opere di ripristino sono state seguite dal Centro coordinamento soccorsi convocato già nel pomeriggio di giovedì dal prefetto di Napoli, Michele di Bari.



