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Primo Piano

Il Piemonte costretto a riconvertire 16 ospedali alla cura del Covid

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“È una scelta difficile, ma inevitabile, per riuscire a fronteggiare la necessità crescente di posti Covid e dare una risposta immediata che decongestioni i nostri pronto soccorso”, ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità della regione Piemonte Luigi Genesio Icardi, dopo la decisione di convertire 16 ospedali alla cura del Covid.

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Conte: “Didattica in presenza a rischio, ma stiamo facendo il possibile per preservarla”

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“La curva sta subendo una impennata così rapida che rischia di mettere in discussione la didattica in presenza. Alcuni presidenti di regione lo hanno fatto, non è il nostro obiettivo, noi continuiamo a difendere fino alla fine la didattica in presenza. Ma dobbiamo mantenerci vigili per seguire e assicurare la tutela della salute de tessuto economico”, è quello che ha detto

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Benevento, Mastella: “Nuove soluzioni per evitare il lockdown, state in casa quando possibile”

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Torna a parlare il Sindaco di Benevento Clemente Mastella, dopo i nuovi casi giornalieri di covid che confermano un forte aumento di contagi in tutta Italia ed in Campania. Ecco quanto scrive sulle sue pagine social.

“Io credo, ormai, che più passano le ore e più si prende consapevolezza che il lockdown non è più una categoria del sé ma del come. 31mila nuovi casi, i medici ospedalieri disperati, anche da noi, quasi tutte le regioni al collasso, anche il Veneto con i suoi tremila contagiati è in affanno, richiedono decisioni rapide e non pasticciate. La Francia, che era dietro di noi, ora ci ha anticipato. Le opzioni sono o quella già da noi sperimentata o quella transalpina, che lascia aperte le scuole, chiude il resto, ma tiene aperte le attività produttive. Se si resta nel limbo e con la curva dei contagi che cresce ormai in modo esponenziale, il virus potrebbe superare in velocità il decreto ristori e quindi le misure sarebbero in parte sterilizzate ed inefficaci con nuove collere sociali. Parlo di quelle serie. Pochi parlano, però, degli operai monoreddito che affrontano questa stagione con 700 euro di cassa integrazione e delle centinaia di migliaia di partite Iva monocommittenza che hanno perso tutto. Io sono con loro, non con chi si diverte a spaccare le vetrine. Non sono Cassandra che anticipava gli eventi, quasi dipendessero da lei, ma temo che avremo un lungo inverno e sei mesi in attesa del caldo e del vaccino. Ed allora bisogna fare presto e non lasciare in solitudine chi sta perdendo tutto quello che ha. P.S. consiglio, come suggeriscono i medici, agli anziani, come me, della mia città, di uscire quanto serve”.

Il Premier conte rassicura i lavoratori: “Blocco dei licenziamenti fino a marzo”

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“Il blocco dei licenziamenti viene prolungato alla fine di marzo”. Lo ha dichiarato poco fa il premier Giuseppe Conte incontrando i sindacati. 

“Stiamo vivendo una situazione complessa, con tanta preoccupazione e sofferenza. Per questo il governo ritiene di dover fare uno sforzo finanziario ulteriore e dare un messaggio a tutto il mondo lavorativo di certezza e sicurezza. La cassa covid – conclude – sarà gratuita per i datori di lavoro”.

Chiarimento all’Ordinanza sulla zona rossa nel comune di Arzano, ecco tutte le novità

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Con riferimento alla Ordinanza n. 86 del 30 ottobre 2020 (Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19. Disposizioni in tema di attività scolastica e trasporto pubblico locale.

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Bonaccini: “Al via distribuzione test rapidi per medicina generale e pediatri”

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“Con la ratifica in sede di Conferenza Stato-Regioni di oggi, ora possiamo dare il via alla fase operativa dell’Accordo per l’esecuzione dei test rapidi di accertamento del Covid da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri”: lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

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“Le terapie intensive non in base all’età”: l’accorato appello dell’Ordine dei Medici

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“Se c’è carenza di risorse, l’accesso alle terapie intensive va deciso caso per caso in base a diversi parametri e non solo sull’età”, scrivono in una nota congiunta la Federazione degli Ordini dei Medici e la Società di Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva.

“Se lo squilibrio tra necessità e risorse persiste, la precedenza per l’accesso ai trattamenti intensivi va a chi potrà ottenere grazie ad essi un concreto, accettabile e duraturo beneficio, applicando criteri rigorosi, concorrenti e integrati, valutati caso per caso. I criteri esposti nel documento sono la gravità del quadro clinico, le comorbilità, lo stato funzionale pregresso, l’impatto sulla persona dei potenziali effetti collaterali delle cure intensive, la conoscenza di espressioni di volontà precedenti nonché la stessa età biologica, la quale non può mai assumere carattere prevalente. Chi non viene trattato in terapia intensiva non può essere abbandonato”.

“Coloro che non sono trattabili in modo intensivo, ovvero non sono eleggibili ad un trattamento intensivo a causa dell’improbabilità d’ottenere concreti, accettabili e duraturi benefici clinici, sono comunque presi in carico prestando loro le cure appropriate e proporzionate di cui vi sia disponibilità – affermano i medici – Il diritto individuale all’eguale accesso alle cure sanitarie deve rimanere il cardine della protezione che lo Stato è tenuto a fornire e che i Medici hanno il dovere di garantire quale principio deontologico indissolubile. Il ricorso selettivo a criteri che valgano a legittimare differenziate modalità di cura è da considerarsi esclusivamente in stato di assoluta necessità (emergenza/urgenza indifferibile in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili)”.

“Il ricorso a tali criteri non può essere inteso come il diniego del principio non negoziabile dell’uguaglianza di valori di ogni essere umano. Sono garantiti quali criteri di scelta sotto il profilo deontologico e professionale: il rispetto, la tutela della dignità e della salute della persona, la proporzionalità e l’adeguatezza delle cure, l’equità d’accesso, il criterio di beneficialità, l’età e/o le altre situazioni di vulnerabilità. Tali criteri di scelta non possono essere utilizzati separatamente”.

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