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Tutte le notizie di sport

Tentata rapina a fidanzati minorenni a Vietri: 23enne ai domiciliari, 16enne a Nisida

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VIETRI – I carabinieri della Stazione di Vietri sul Mare hanno eseguito a Nocera Inferiore un’ordinanza di custodia cautelare a carico di un 23enne e di un 16enne. Il primo è finito agli arresti domiciliari, il secondo nel carcere di Nisida. Entrambi sono indiziati di rapina aggravata.

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Aggrediscono carabinieri e si barricano in casa, padre e figlio arrestati grazie ai vigili del fuoco

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ROCCA D’EVANDRO – Padre e figlio sono stati arrestati ieri sera dai carabinieri della Stazione di Rocca d’Evandro, in provincia di Caserta, per violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Intorno alle 20 è stata segnalata una violenta lite tra vicini di casa, i carabinieri hanno trovato quattro persone che si azzuffavano con spintoni, calci e pugni.

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America’s Cup: Luna Rossa ingaggia il neozelandese Burling

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NAPOLIPeter Burling entra a far parte del team di Luna Rossa. In vista della 38/a America’s Cup in programma a Napoli nel 2027, la squadra italiana si rinforza annunciando un ingresso d’eccezione, quello del timoniere neozelandese vincitore delle ultime tre edizioni di Coppa America.

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America’s cup a Napoli, previsto un indotto di un miliardo e duecento milioni

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NAPOLI – L’impatto economico e la ricaduta sul territorio nazionale dell’America’s cup che si terrà a Napoli è di un miliardo e duecento milioni di euro con la creazione di 11mila posti di lavoro nel settore del turismo, nautica e servizi. I dati sulla competizione velistica che si terrà nel 2027 a Napoli sono stati pubblicati oggi dal ministero del Turismo in occasione della tappa finale del Tour Vespucci a Genova.
 

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Ultime autopsie, i coniugi inglesi ancora in obitorio. Giunti oggi i familiari

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CASTELLAMMARE DI STABIA – Si sono presentati oggi i familiari dei due coniugi britannici rimasti vittima del disastro della funivia del monte Faito: fino a qualche ora fa nessuno aveva reclamato i corpi di Elaine Margaret e Derek Winn, di 58 e 65 anni, due dei quattro turisti che si trovavano a bordo della cabina precipitata lo scorso 17 aprile.

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Castelvolturno: da anni scaduto il contratto con il centro sportivo. La famiglia Coppola dà il benservito a De Laurentiis. Ecco la verità!

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CASTELVOLTURNO (Antonio Arricale) – Sono vent’anni che se ne parla o, meglio, ne parla Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli. Di un centro sportivo da fare impallidire quei polentoni di Milano che, in fondo, hanno davvero poca cosa di cui andare fieri con quella Pinetina e quel Milanello rispetto al suo mega progetto. Per non dire di Trigoria e Formello, pure decisamente modesti centri sportivi di quegli amici che restano, tutto sommato, dei burini, nei confronti della sua idea – e che idea – di combinare sport e spettacolo, festa e farina, sogni di gloria e divertimento.

Ecco, il punto però è proprio questo: il patron della Filmauro ne parla solo, da vent’anni a questa parte. E ogni volta cambia allocazione al suo sogno e, magari, per giustificarsi aggiunge un particolare in più: che so, un campo, un ettaro di terreno, un ristorante, una foresteria, una mini arena.

Più semplicemente un espediente per passare da Castelvolturno ad Afragola, da Bagnoli ad Acerra, da Caserta a Piana e, dunque, nuovamente a Castelvolturno e da qui a Qualiano. Ed è appunto Qualiano, l’ultimo approdo del produttore cinematografico che non fa più film, ma continua a vendere sogni e chiacchiere. Invece la sua vera offerta resta 5 ettari alla Piana di Castelvolturno. E su quest’ultimo aspetto, forse, per intanto è il caso, magari di sorvolare in quanto con 5 Ettari al posto del Calcio Napoli potrà cambiare sport, forse una pista di go kart.

Sta di fatto che De Laurentiis mentre sogna e mena il can per l’aia – e noi poveri tifosi magari finiamo anche per crederci (ma solo per un po’ naturalmente) – da altrettanti anni è ospite, poco desiderato – aggiungo – della famiglia Coppola proprio in quel di Castelvolturno. Infatti, il contratto della società che gestisce il Napoli calcio è scaduto da anni. Finora ha beneficiato anni di proroga cui, però, non ne seguiranno altre. Stop, basta: deve andare via.

E qui al cronista malizioso verrebbe da mettere in relazione strane attenzioni che – d’amblée – si sono riaccese su questi luoghi. Ma non divaghiamo.

Aurelio De Lurentiis, insomma, tra i molti pregi e pochissimi difetti ne avrebbe uno assai difficile da digerire: è capace di fare terra bruciata di quelli che gli hanno dato una mano e Castelvolturno è la prova. Mai una sola iniziativa per la città.

L’Aurelio soffrirebbe di una grave forma di megalomania, retaggio peraltro di fasti hollywoodiani che non può nemmeno più accampare nel suo curriculum.

La sua Filmauro – per dire – la società cui deve la notorietà della precedente vita imprenditoriale e attraverso la quale controlla il business del pallone, di fatti non produce più film.

O, meglio, più che nelle pellicole destinate al grande schermo ha il suo vero “core” proprio nel pallone. Basta dare uno sguardo all’ultimo bilancio aziendale per rendersene conto. E’ infatti dalle attività del calcio Napoli che il gruppo ricava, ormai, il 92 per cento delle sue sostanze.

Anzi, per dirla tutta, alle attività cinematografiche del gruppo si fanno risalire, ormai, soltanto il 3 per cento dei ricavi. Lo ricordava, peraltro, anche il collega Gigi Di Fiore, sul Mattino del 3 aprile scorso: “I ricavi cinematografici sono stati solo 7,8 milioni di euro, tra 6,6 milioni di diritti televisivi e 692mila euro di botteghino. Invece, nonostante la deludente stagione della squadra, lo scorso anno il Calcio Napoli ha comunque assicurato ricavi per 63 milioni di euro. Sei in meno rispetto all’anno precedente, ma hanno pesato i mancati introiti per diritti televisivi e il cammino infelice nelle coppe europee”.

E che il mondo del calcio con tutti gli annessi e connessi che gli girano intorno – a cominciare dai ricchi diritti televisivi – sia il vero business del futuro, ad Aurelio De Laurentiis certamente non sfugge. Solo che a lui difetta – come dire – la parte imprenditoriale del segmento, attardandosi – come è suo costume – sull’aspetto commerciale del business. Compro e vendo è il suo motto. Cosa che gli riesce anche bene.

Ed è a questo – in fondo – che lui, ormai 76enne, vorrebbe continuare a fare. Magari con un fondo di investimento: società ricchissime, con una liquidità esorbitante, che sempre più spesso si indirizzano verso il business spettacolare del pallone. E, dunque, attratto magari da questa opportunità che gli risolverebbe, alla fin fine, anche il problema genitoriale del lascito ai figli, continua a vendere fumo nella speranza che qualche gestori di fondi abbocchi all’amo. Prospettiva assai difficile, a dire il vero, parlandosi nel mondo della finanza di investimenti, appunto, e non di semplice commercio.

Ma tutto questo al presidente del Napoli non sfugge, ovviamente, tutto potendoglisi contestare tranne la rapidità di comprendere le cose. Sicché ora – mentre continua a sventolare sogni, progetti, accordi e chiacchiere – c’è una questione in più che glòi toglie il sonno: il centenario della fondazione del Napoli – 1 agosto 1926 – e quello che quest’anniversario, in termini di gadget vari e di iniziative spettacolari, potrebbe restituirgli in termini di moneta contante.

 Una data che ormai bussa alla porta. E che già gli fa pregustare ricchi guadagni. Tanti in più, anche rispetto ai 328,2 milioni di ricavi che lo scorso anno il brand Napoli calcio gli ha portato.

Soldi che il presidente a tutto pensa, tranne che investirli nell’acquisto di 100 ettari di terreno su cui costruire un centro sportivo. E che non è detto riuscirebbe a farlo – posto gli possa passare per l’anticamera del cervello – nel giro di un anno e mezzo, prima dell’anniversario del Napoli. E con lui prossimo agli ottanta.

In foto: Il Presidente De Laurentis con i figli

MegaRide, spin-off dell’Università di Napoli, mette le ali al campione motociclistico casertano Riccardo Russo

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NAPOLI – Doppia novità nel mondo delle corse motociclistiche, che spalanca le porte ad un giovane e brillante pilota campano il quale, al talento della guida, ha pensato bene di abbinare le tecnologie avanzate sviluppate dal gruppo MegaRide, spin-off dell’Università Federico II di Napoli.

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Napoli batte il Milan per 2 a 1 e tiene il passo dell’Inter: è fuga a due per lo scudetto

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Napoli-Milan 2-1 (2-0).   
Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Olivera; Gilmour, Lobotka (35′ st Juan Jesus), Anguissa (20′ st Billing); Politano (40′ st Mazzocchi), Lukaku (40′ st Simeone), Neres (40′ st Ngonge). (96 Scuffet, 12 Turi, 16 Marin, 19 Esposito, 29 Hasa, 81 Raspadori, 9 Okafor). All.: Conte.     

Milan (4-1-4-1): Maignan; Walker (34′ st Jimenez), Gabbia, Pavlovic, Hernandez; Bondo (1′ st Leao); Pulisic (34′ st Jovic), Fofana, Reijnders, Joao Felix (9′ st Chukwueze); Abraham (9′ st Gimenez). (57 Sportiello, 96 Torriani, 23 Tomori, 24 Florenzi, 28 Thiaw, 42 Terracciano, 99 Sottil). All.: Conceicao.    

Arbitro: Sozza di Seregno.    
Reti: nel pt 1′ Politano, 19′ Lukaku; nel st 39′ Jovic.    
Angoli: 6-2 per il Milan.  Recupero: 1′ e 5′.    
Ammoniti: Lukaku, Jimenez per gioco falloso; Conceicao, Conte per proteste.    
Spettatori: 53 mila.

Il Napoli batte il Milan e tiene il passo con l’Inter. A questo punto, è fuga a due per lo scudetto, dopo la sconfitta dell’Atlanta – nel turno del pomeriggio – con la Fiorentina. Il Napoli, pur passando attraverso una grande sofferenza nel finale, tiene infatti viva la lotta in vetta. Il distacco dalla capolista Inter rimane invariato a tre punti e la sfida continua.

La squadra di Conte si complica la vita nella parte conclusiva della gara, dopo che nel primo tempo era riuscita a prendere un consistente vantaggio, grazie al gol immediato di Politano e al raddoppio di Lukaku. La reazione del Milan è un po’ tardiva e arriva solo dopo che Conceicao modifica completamente l’assetto della squadra con i cambi dalla panchina. Alla fine, però, gli azzurri resistono agli attacchi a testa bassa degli avversari e portano fino in fondo una vittoria che è decisiva per evitare una chiusura anticipata della lotta per lo scudetto.

L’allenatore del Napoli deve fare a meno di McTominay, bloccato dall’influenza, e allora cambia l’atteggiamento tattico della squadra ripristinando il 4-3-3 che aveva mandato in soffitta poco meno di due mesi fa a seguito dell’infortunio di Neres. Proprio il brasiliano va a completare a sinistra il tridente d’attacco con Politano e Lukaku, mentre a centrocampo, dove rientra Anguissa, Gilmour si sistema a sinistra nel posto solitamente occupato dal connazionale McTominay.

Conceicao si affida al 4-1-4-1, tenendo inizialmente in panchina sia Leao che Gimenez, probabilmente anche per preservarne le energie, dopo gli impegni con le rispettive Nazionali e in vista della sfida all’Inter di mercoledì prossimo, nella gara d’andata della semifinale di Coppa Italia.

Il Napoli trova il gol del vantaggio dopo appena un minuto di gioco. Di Lorenzo lancia in verticale Politano, spostatosi in posizione centrale, il quale sfrutta l’indecisione di Pavlovic e di Gabbia, entra in area è manda il pallone in rete con una conclusione di sinistro. La reazione del Milan è troppo blanda e compassata per impensierire la difesa avversaria. I rossoneri per tutta la prima frazione di gioco non riescono a creare neppure un’occasione da gol. Sono invece gli azzurri a raddoppiare. L’azione decisiva nasce da un anticipo a centrocampo di Buongiorno il quale cede la palla a Gilmour che trova Lukaku libero al centro dell’area di rigore. Il belga ha tutto il tempo di girarsi e centrare il bersaglio con una conclusione di sinistro. Per lui è il gol numero 400 in carriera.

A inizio ripresa Conceicao manda in campo Leao al posto di Bondo e dopo dieci minuti, nel tentativo di premere sull’acceleratore per raddrizzare il risultato, inserisce anche Gimenez e Chukwueze. L’occasione per ridurre le distanze di presenta ai rossoneri al 24′ quando l’arbitro Sozza punisce con un calcio di rigore un fallo di Billing, appena entrato in campo al posto di Anguissa su Hernandez. La conclusione dal dischetto è affidata a Gimenez, ma Meret intuisce la direzione e blocca il pallone.
La pressione del Milan nella fase finale della partita si fa più intensa e gli uomini di Conceicao trovano il gol al 39′. Leao serve sulla sinistra Hernandez il quale piazza davanti alla porta il pallone che Jovic devia in rete.

I minuti finali sono di sofferenza per il Napoli, con il Milan che attacca a tutto spiano. Gli uomini di Conceicao riescono anche a creare qualche buona occasione per raggiungere il pareggio ma alla fine si devono arrendere a una sconfitta che li allontana ancor più dalla zona-Europa.

Napoli-Inter 1-1: Billing replica a Dimarco e lascia tutto tal quale in vetta alla classifica

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Napoli-Inter 1-1 (0-1)
Napoli (3-5-2): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano (37′ st Ngonge), Gilmour (34′ st Billing), Lobotka, MacTominay, Spinazzola (37′ st Olivera); Lukaku, Raspadori (31′ st Okafor). (96 Scuffet, 14 Contini, 5 Juan Jesus, 16 Marin, 29 Hasa, 18 Simeone). All.: Conte.    
Inter (3-5-2): J.Martinez; Bisseck, Acerbi, Bastoni (35′ st De Vrij); Dumfries, Barella, Calhanoglu (5′ st Zielinski), Mikhitarian (35′ st Frattesi), Dimarco (5′ st Pavard); Thuram (20′ st Correa), L. Martinez. (40 Calligaris, 12 Di Gennaro, 58 Cocchi, 50 Aidoo, 21 Asllani, 99 Taremi, 8 Arnautovic). All.: S. Inzaghi.    
Arbitro: Doveri di Roma.    
Reti: nel pt 21′ Dimarco; nel st 41′ Billing.    
Angoli: 12-3 per il Napoli .   Recupero: 4′ e 5′.    
Ammoniti: S. Inzaghi per comportamento non regolamentare.    
Spettatori: 55 mila. 

Il campionato non ha ancora un padrone assoluto. L’Inter, per buona parte della gara in vantaggio grazie a un gol capolavoro di Dimarco nel primo tempo, arriva a un soffio dal regalarsi lo scatto decisivo, vincendo al Maradona, ma a quattro minuti dalla fine ci pensa il danese Billing a riportare la partita in equilibrio, consentendo così alla sua squadra di rimanere a una sola lunghezza di distanza dalla capolista.

La partita è caratterizzata da un netto predominio nel gioco e anche nelle azioni da gol costruite dei padroni di casa. L’Inter, oltre al gol del vantaggio, fa poco o niente nell’area di rigore avversaria. Il Napoli è più aggressivo e per lunga parte della prima frazione di gioco chiude l’Inter nella propria metà campo. La squadra di Conte costruisce anche qualche buona occasione con McTominay, con Lukaku e con Raspadori ma non riesce a trovare l’acuto decisivo. L’Inter gioca sistematicamente cercando di sfruttare gli errori di passaggio a centrocampo degli azzurri per tentare di finalizzare l’azione offensiva. Proprio in una di questa circostanze nasce il gol del vantaggio dei nerazzurri.

E’ Lobotka a perdere il controllo del pallone in una zona in cui l’Inter è particolarmente aggressiva. Sullo sviluppo dell’azione si crea un varco per Dimarco che conclude con un traversone respinto dalla difesa. Sugli sviluppi dell’azione Lobotka commette un fallo ai limiti dell’area di rigore. Dimarco con un tiro perfetto a rientrare, dalla distanza di 20 metri, manda il pallone in fondo alla rete.
    Il Napoli reagisce con vigore e reclama un calcio di rigore per un tocco di braccio di Dumfries su una conclusione di Spinazzola sul quale però il Var non interviene per richiamare l’attenzione di Doveri.
    Nella ripresa il Napoli ricomincia con un forcing asfissiante che però non porta a risultati concreti, tranne che per una buona parata di Martinez su conclusione potente di Mc Tominay.


    A un quarto d’ora dalla conclusione Conte manda in campo Okafor al posto di Raspadori e subito dopo Billing al posto di Gilmour. Anche Inzaghi utilizza la panchina per dare respiro ai suoi giocatori più stanchi. Nella fase finale della partita l’Inter riesce a rallentare sensibilmente i ritmi di gara e l’offensiva del Napoli inevitabilmente finisce per farsi meno intensa.

Quando il destino della gara sembra ormai segnato, però, arriva al 41′ il pareggio per la squadra di Conte. Il merito principale è di Lobotka che entra in area di rigore con una percussione da sinistra. Lo slovacco cede il pallone a Billing, da poco entrato in campo al posto di Gilmour. Il primo tiro del danese viene respinto da Martinez ma sulla ribattuta Billing manda il pallone in fondo alla rete.


    Nei minuti di recupero il Napoli sfiora addirittura il gol del sorpasso con un tiro di McTominay respinto da De Vrij e sulla ribattuta da una conclusione di Ngonge ammortizzata da Bastoni, il quale facilita la parata di Martinez.
    Finisce così in pareggio e il campionato non vive una svolta decisiva che era sembrata molto vicina. I pareggi contemporanei delle prime tre squadre della graduatoria lasciano le distanze invariate ai vertici e tutto si deciderà nelle ultime 11 giornate. 

Il Napoli a Como perde la partita e il primo posto

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Como-Napoli 2-1.
Caduta del Napoli che viene battuto dal Como per 2-1 al ‘Sinigaglia’ e perde la vetta della classifica. Nella gara valida per la 26ma giornata lariani in vantaggio grazie a una clamorosa autorete di Rrhmani al 7′ e pareggio al 17′ firmato da Raspadori. Nella ripresa il Napoli manca un paio di occasioni per compiere il sorpasso e i lariani tornano in vantaggio con Diao al 77′ per il gol che vale la vittoria.

Il Napoli resta a 56 punti, scavalcato dall’ Inter ora capolista con 57 punti. Il Como, alla sua seconda vittoria consecutiva dopo il successo sulla Fiorentina, si porta a 28 punti. 

Como (4-3-3): Butez; Smolcic, Kempf, Goldaniga, Valle; Da Cunha (35′ st Engelhardt), Perrone, Caqueret (26′ st Cutrone); Diao (35′ st Fadera), Paz (45′ st Douvikas), Strefezza (45′ st Vojvoda) (22 Vigorito, 25 Reina; 6 Iovine, 15 Fellipe Jack, 18 Moreno; 27 Braunoder, 19 Ikone). All.: Fabregas. 
Napoli (3-5-2): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano (33′ st Ngonge), Billing (17′ st Anguissa), Lobotka (38′ st Okafor), McTominay, Spinazzola; Lukaku (17′ st Simeone), Raspadori (14 Contini, 96 Scuffet; 5 Juan Jesus, 17 Olivera; 5 Gilmour, 16 Marin, 29 Hasa; 9 Okafor). All.: Conte. Arbitro: Manganiello di Pinerolo. Reti: nel pt 7′ Rrahmani (A), 17′ Raspadori, nel st 32′ Diao Recupero: 1′ e 5′ Angoli: 4 a 6 per il Napoli Ammoniti: Paz, Di Lorenzo, McTominay per gioco falloso, Fabregas, Simeone per comportamento non regolamentare Spettatori: 10mila circa

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