NAPOLI – C’è una strada che parte da Frattamaggiore, passa per Castel Volturno e può arrivare fino a Saint-Denis.
È quella di Antonio Vergara, il talento del Napoli che Roberto Mancini è pronto a lanciare nella notte contro la Francia.
Stavolta può toccare davvero a lui. Dopo la tribuna, la panchina e quei riscaldamenti che sembravano preludere all’esordio senza che arrivasse mai la chiamata, Vergara vede finalmente spalancarsi la porta della Nazionale. Mancini lo ha osservato a Coverciano e sembra essersi convinto: Antonio ha fantasia, imprevedibilità e soprattutto quella confidenza con il pallone che non si insegna.
In allenamento ha segnato e fatto segnare, inventando assist per gli attaccanti. Il ct pensa così di affidargli una maglia dal primo minuto insieme a Pio e Sebastiano Esposito: un tridente giovanissimo e dal cuore campano.
Ma per Napoli la storia di Vergara ha un sapore particolare. Antonio viene dal vivaio azzurro e soprattutto da Frattamaggiore, la stessa città di Lorenzo Insigne. Un filo che unisce due generazioni: Insigne campione d’Europa, Vergara possibile nuovo volto dell’Italia.
E pensare che appena tre anni fa, dopo la rottura del legamento, aveva persino pensato di smettere e andare a lavorare nella concessionaria di famiglia. Adesso potrebbe ritrovarsi davanti Dembélé, Olise, Barcola e alcuni dei migliori giocatori d’Europa.
Calzettoni bassi, testa alta, pallone incollato al piede: Vergara sembra costruito proprio per partite così. Resta l’ultima decisione di Mancini, ma stavolta l’esordio è molto più di una speranza.
Da Frattamaggiore a Saint-Denis la strada è stata lunghissima. Ora ad Antonio restano soltanto pochi metri: quelli che separano la panchina dal campo.
Nella foto LaPresse, Antonio Vergara in allenamento





