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Policlinico di Caserta, lo scandalo infinito della sanità campana

Oltre vent'anni di lavori, contenziosi e ritardi per un'opera ancora incompiuta. La Filca Cisl denuncia le responsabilità della politica e dell'università e chiede al presidente Roberto Fico la nomina di un commissario ad acta

(A. A.) – Il Policlinico universitario di Caserta detiene un triste, scandaloso primato: quello di una delle opere incompiute più longeve della sanità campana. Concepito negli anni Novanta per dotare Terra di Lavoro di un moderno polo ospedaliero, didattico e di ricerca, avrebbe dovuto rafforzare l’assistenza sanitaria e, insieme, l’attività dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

I lavori, avviati tra il 2004 e il 2005, si sono invece trasformati in un interminabile percorso a ostacoli, tra sospensioni, contenziosi, crisi finanziarie delle imprese e continue revisioni progettuali. Il finanziamento originario superava i 206 milioni di euro, ma nel tempo sono emerse ulteriori necessità economiche per completare e attrezzare la struttura.

I ritardi e lo scandalo – per chiamare le cose con il loro nome – hanno responsabilità precise, almeno secondo il sindacato dei lavoratori delle costruzioni. Alfonso Petrone, segretario generale della Filca Cisl, non ha dubbi e chiama sul banco degli imputati la Regione Campania e una parte del mondo accademico napoletano.

Al presidente Roberto Fico chiede, in particolare, la nomina di un commissario ad acta, capace di portare finalmente a compimento una missione che, dopo oltre vent’anni, sembra diventata titanica.

Sulle responsabilità dell’università e dei cosiddetti baroni accademici, tuttavia, occorre operare alcuni distinguo. Secondo questa ricostruzione, infatti, soltanto una parte del mondo accademico – in particolare quello napoletano – avrebbe guardato con ostilità alla nascita e all’autonomia dell’Università Vanvitelli, per lunghi anni denominata Seconda Università di Napoli. E, con essa, alla realizzazione del Policlinico casertano, destinato a rappresentarne uno dei principali punti di forza.

Ma c’è anche un secondo livello di responsabilità, più propriamente politico e istituzionale: l’attuale assenza di un’amministrazione comunale nel capoluogo e la mancanza di una rappresentanza diretta della città in Consiglio regionale. Circostanze che rischiano di indebolire ulteriormente la capacità del territorio di rivendicare il completamento dell’opera.

Del resto, come sottolinea Petrone, la vicenda coinvolge una pluralità di soggetti e impone di distinguere le responsabilità delle diverse gestioni e delle imprese che si sono succedute nel cantiere.

I guai del Policlinico cominciano praticamente subito. Una prima, pesante battuta d’arresto arriva nel 2009, con la risoluzione del contratto con l’impresa appaltatrice per gravi inadempienze. Seguono nuovi affidamenti, ripartenze e ulteriori rallentamenti. Fino alla pandemia da Covid, che paradossalmente rende ancora più evidente quanto sarebbe stata preziosa, per il sistema sanitario campano, una struttura ospedaliera di livello universitario.

Nel 2023 i sindacati denunciano la presenza in cantiere di appena venti operai, contro i duecento ritenuti necessari per imprimere un’accelerazione ai lavori. Nel 2025 la crisi si aggrava ulteriormente, con i licenziamenti collettivi nell’indotto.

Nel 2026 arriva l’ennesima ripartenza. Condotte 1880 indica la primavera del 2027 come possibile traguardo per il completamento del solo polo didattico. Per quello ospedaliero, invece, restano da affrontare aggiornamenti progettuali e adeguamenti antisismici.

Nessuna data certa, dunque, per l’apertura dell’ospedale. E, soprattutto, nessuna garanzia che questa interminabile vicenda possa finalmente concludersi. Tanto da alimentare il timore che il Policlinico, almeno nella sua piena funzionalità, possa non vedere mai la luce.

Un paradosso che pesa sulla sanità, sull’università, sull’occupazione e sul futuro di un intero territorio.

Tutti questi aspetti saranno approfonditi nello Speciale televisivo in onda questa sera, alle 22, su Notix TV, canale 112 del digitale terrestre, e in streaming su Notix.it con un’intervista al segretario generale della Filca Cisl, Alfonso Petrone.

 

Notix

REDAZIONE NOTIX

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