SANTA MARIA CAPUA VETERE – Mano pesante per le funzionarie della penitenziaria Annarita Costanzo, Nunzia di Donato e Perillo, imputate nel processo per le violenze ai detenuti commesse nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.
Il pm Alessandro Milita ha chiesto 12 anni per la Costanzo, commissario capo del reparto Nilo (dove avvennero i pestaggi), per la quale individua una “serie di responsabilità impressionanti”, sia il 6 aprile, “quando prende parte alla perquisizione straordinaria, non fa nulla per fermare i pestaggi e le uniche espressioni di sgomento sul volto si notano dalle immagini solo quando vengono superati i limiti, tipo detenuti picchiati anche quando cadono a terra”; e dopo il 6, quando “tiene una condotta estremamente grave, bloccando tra l’altro le visite mediche”. Milita ricorda che la Costanzo è colei che scrive il messaggio telefonico sulla circostanza che “le telecamere sono spente”, cosa che si rivelerà errata, tanto che ci sarà un tentativo di manomettere gli impianti. La Costanzo ha collaborato durante le indagini, Milita ne dà atto, e ciò, sottolinea il pm, “ha provocato una convergenza di accuse verso di lei da parte di alcuni agenti imputati, al limite della calunnia”. Per la Di Donato, allora funzionaria della penitenziaria del carcere di Santa Maria, sono stati chiesti undici anni di carcere, 10 per Tiziana Perillo, all’epoca funzionaria del carcere di Avellino. Entrambe – ricorda il pm – erano presenti nel carcere il 6 aprile, in particolare al piano terra, dove avvennero le violenze in particolare verso i 15 detenuti ritenuti facinorosi e dove c’è l’infermeria in cui affluirono i tanti detenuti feriti durante i pestaggi. “Un campo di battaglia”, così un imputato descrisse l’infermeria, con le due funzionarie che non mossero un dito per fermare le violenze. Per la Di Donato viene ricordato anche la condotta di rivelazione di segreto d’ufficio, visto che avvisò il carcere di Santa Maria circa l’arrivo dei carabinieri i giorni dopo i pestaggi, dando il via al tentativo di manomettere gli impianti di videosorveglianza interni. Il pm Alessandro Militaha chiesto per Gaetano Manganelli, ex comandante delle polizia penitenziaria del carcere casertano (attualmente comandante al carcere di Salerno) 14 anni e 21 anni per il comandante Colucci.




