Nuove difficoltà per Stellantis e torna l’incertezza sul futuro produttivo degli stabilimenti italiani.
La carenza di un componente destinato alla centralina del motore N3 Gse sta provocando importanti rallentamenti nella produzione di alcuni modelli Fiat, con il rischio di sospensioni temporanee delle attività negli impianti di Pomigliano d’Arco e Mirafiori.
A comunicarlo è lo stesso gruppo automobilistico, che segnala problemi nella catena di fornitura destinati a protrarsi anche nei prossimi mesi. Una situazione particolarmente delicata per lo stabilimento campano di Pomigliano, dove viene prodotta la Fiat Pandina, modello che nei primi nove mesi del 2026 ha conquistato il primato delle vendite sul mercato italiano.
Secondo Stellantis, la ridotta disponibilità del componente ha già penalizzato i volumi produttivi, incidendo negativamente sulla quota di mercato del marchio Fiat sia nel mese di ottobre sia nel bilancio complessivo dell’anno.
Le difficoltà potrebbero proseguire per tutto novembre e dicembre, coinvolgendo anche Mirafiori, in relazione alla produzione della Fiat 500. Non si escludono inoltre ripercussioni sugli altri stabilimenti italiani del gruppo impegnati nella realizzazione di componenti per motori, dove potrebbero rendersi necessarie ulteriori fermate temporanee.
L’azienda assicura di essere al lavoro con la massima priorità per individuare forniture alternative e ripristinare gradualmente la normale attività produttiva.
Resta tuttavia l’incognita occupazionale. Per Pomigliano, uno dei principali poli industriali della Campania, un eventuale prolungamento dei rallentamenti rischia di pesare non soltanto sui lavoratori dello stabilimento, ma anche sull’intera filiera dell’indotto.
Una nuova criticità che si aggiunge alle difficoltà attraversate dall’industria automobilistica italiana e riporta al centro dell’attenzione la tenuta produttiva degli impianti nazionali.
Nella foto Imagoeconomica, un segmento della catena di montaggio a Pomigliano d’Arco





