Mercitalia Fast a Maddaloni, svanito il treno dei sogni

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MADDALONI (Carlo Pace) – C’era una volta il Mercitalia Fast, treno merci ad alta velocità che avrebbe dovuto portare il Mezzogiorno nel futuro. Inaugurato tra fanfare e slide da convegno, con tanto di benedizione ministeriale, oggi è un ricordo sbiadito.

Niente più binari, niente più vagoni. Solo un altro sogno deragliato in silenzio.

L’ETR 500 modificato è stato smontato, i capannoni dell’Interporto riutilizzati per magazzini “green” e logistica sostenibile. Progetti belli sulla carta, ma senz’anima. Maddaloni, che aveva creduto nella “porta del Sud”, ora non viene neanche più citata: sui giornali nazionali resta solo “Marcianise”, come se qui non fosse mai passato niente.

I sindacati lo avevano detto: “Attenzione, così lo affossate”. Ma nessuno ascolta chi rovina la narrazione. Ora, con sarcasmo e amarezza, dicono: “Altro che alta velocità. Qui si viaggia col carrello della spesa. E pure sgonfio.”
Intanto in Parlamento si applaudono riforme dai nomi altisonanti, mentre Maddaloni aspetta, dopo aver sacrificato ettari di terra e speranze. I selfie vanno, i treni no. Le uniche tratte che funzionano sono quelle del consenso.

Ma la lotta non si rottama. I sindacati resistono: “Lavoro e sviluppo non si archiviano. Questa terra non può diventare il museo del rimpianto.”
Morale? Questo treno l’abbiamo perso. Ma non è stato un incidente: è stato fatto deragliare con precisione. E mentre tutti girano la testa dall’altra parte, qui si ricorda. E si aspetta ancora.