SANTA MARIA A VICO – Convalidato il fermo nei confronti degli ex collaboratori di giustizia Clemente Massaro, detto ‘o pecuraro, e della compagna Antonietta Sgambato, detta a’sparatora, accusati di estorsione aggrevata dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore edile.
Mercoledì scorso i carabinieri della Compagnia di Maddaloni avevano eseguito la misura cautelare emessa dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, nei confronti dei due esponenti del clan Massaro di San Felice a Cancello. Questa mattina si è svolta l’udienza di convalida e il gup Daniela Vecchiarelli del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha convalidato il fermo ed ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, anche se competente per materia, trattandosi di criminalità organizzata, è il Foro di Napoli.
Le indagini dei militari dell’Arma, coordinate dalla Dda, hanno consentito di ricostruire le responsabilità penali a carico della coppia, Clemente Massaro già condannato all’ergastolo, ex collaboratore di giustizia, che era agli arresti domiciliari con permesso di uscire dalla sua abitazione, e della sua compagna Antonietta Sgambato di 64 anni. Le indagini si sono basate su pedinamenti, analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati e sull’escussione di alcuni testimoni. I carabinieri hanno ricostruito un episodio estorsivo di diverse migliaia di euro, consumato dai due indagati lo scorso 21 febbraio ai danni del titolare di un’impresa edile, impegnata nei lavori di realizzazione di un campus scolastico nel comune
di Santa Maria a Vico. La coppia avrebbe poi preteso il successivo 14 aprile un’ulteriore richiesta estorsiva a saldo, questa volta non riscossa, ammontante a 120mila euro, pari al 3% dell’appalto dell’intera opera avente valore di circa quattro milioni di euro.