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EDITORIALE / Caro benzina, il paradosso italiano: Malta compra da Roma a metà prezzo

L'isola importa carburanti dall'Italia e li vende a prezzi molto inferiori. Il segreto? Scelte fiscali e politiche energetiche diverse. Intanto il Governo italiano stanzia 480 milioni per gli autotrasportatori. Ma il vero problema resta intatto

Antonio Arricale – C’è qualcosa di profondamente italiano nel paradosso della benzina. Noi la raffiniamo, Malta ce la compra e poi la vende ai suoi cittadini a un prezzo decisamente inferiore. Quasi alla metà. Non è una barzelletta.

È la fotografia di due Paesi separati da poche miglia di mare e da un abisso di scelte politiche.

I numeri sono impietosi: 1,34 euro al litro a Malta, 2,02 in Italia. Un pieno da 50 litri costa 67 euro alla Valletta e 101 a Napoli. Trentaquattro euro di differenza. E non è che i maltesi abbiano scoperto il petrolio sotto il Mediterraneo.

Il segreto? Una politica energetica che utilizza sussidi pubblici e contratti di copertura per stabilizzare i prezzi. Anche a Malta il carburante è tassato, ma lo Stato interviene per contenere il conto alla pompa.

Da noi, invece, lo Stato fa soprattutto il cassiere. Incassa le accise, applica l’Iva al 22% e, con un virtuosismo fiscale tutto italiano, pretende l’Iva persino sulle accise. La tassa sulla tassa. Roba da far impallidire persino gli inventori della gabella.

Poi, quando gli autotrasportatori scendono in strada e i supermercati cominciano a svuotarsi, il Governo corre ai ripari: 480 milioni di euro sbloccati per sostenere il comparto. Una mano distribuisce aiuti, mentre l’altra continua a incassare alla pompa. Un circuito perfetto, almeno per l’Erario.

E c’è un’altra curiosità. La protesta esplode al Sud, mentre il Nord resta sostanzialmente alla finestra. Quando accadeva il contrario, la solidarietà meridionale non mancava. Evidentemente anche la solidarietà nazionale segue le quotazioni del carburante.

Naturalmente il modello maltese costa alle finanze pubbliche. Ma è proprio qui che si misura una scelta politica: decidere dove prendere le risorse e a chi restituirle.

Perché il problema non è spiegare come Malta riesca a vendere a meno la benzina che acquista anche dall’Italia. Il problema è spiegare perché l’Italia non riesca a fare altrettanto per i propri cittadini.

A Malta lo Stato paga per calmierare il prezzo. In Italia il cittadino paga per alimentare lo Stato. E quando non ce la fa più, gli restituiamo qualche spicciolo chiamandolo aiuto.

N.B.: I dati italiani provengono dalla rilevazione ufficiale del Mimit del 20 ottobre scorso. Il prezzo maltese è confermato dalle rilevazioni disponibili per la stessa data.

Notix

REDAZIONE NOTIX

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