Assunzioni extracomunitari, le ‘pratiche sicure’ costavano fino a 9mila euro

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NAPOLI – Costava tra i 6.500 e i 9.000 euro una “pratica sicura” che consentiva all’organizzazione criminale sgominata dalla Squadra Mobile di Napoli di fare soldi introducendo in Italia extracomunitari con il meccanismo delle false assunzioni.

Complessivamente sono stati eseguiti 15 arresti in carcere e tre ai domiciliari ma gli indagati sono 37, tra cui un 63enne dipendente dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli ritenuto una delle figure principali dell’associazione avendo la possibilità di incidere sul rilascio dei nullaosta. La Polizia di Stato, grazie a una cimice posizionata nella sua auto, è riuscita a intercettare e ricostruire il modus operandi della banda che aveva il suo centro operativo a Marcianise, in provincia di Caserta. L’inchiesta, sfociata nelle misure cautelari emesse su richiesta della Dda di Napoli dal gip Raffaele Coppola, è partita grazie a un esposto anonimo fatto pervenire nel maggio 2018 alla Prefettura di Napoli circa una serie di irregolarità nella gestione delle pratiche relative all’ingresso nel Paese di lavoratori stranieri. Il dipendente dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli, legato al Marocco da interessi economici, aveva messo in piedi – emerge dalle indagini – una serie di relazioni con Agadir e Marrakech: in quelle due città gli stranieri che intendevano approdare in Italia entravano in contatto con i suoi complici che trasferivano le pratiche tra Napoli e il Casertano, intascando fino a 2100 euro per ciascuna richiesta accolta.