SANTA MARIA CAPUA VETERE – Corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche: nuova misura cautelare nei confronti del consigliere regionale della Campania Giovanni Zannini che figura tra le tre persone a cui i carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Aversa hanno notificato un divieto di dimora in Campania.
Nei suoi confronti è stata disposta la misura di divieto di dimora nella regione Campania e regioni limitrofe. Il provvedimento di misura cautelare, eseguito questa mattina dal Gruppo Carabinieri di Aversa, è stato emesso dal Gip, Daniela Vecchiarelli.
Il provvedimento restrittivo riguarda anche due imprenditori del settore caseario, Luigi e Paolo Griffo, padre e figlio, nei cui confronti il divieto è limitato alla sola regione Campania.
I tre sono indagati, a vario titolo, di corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Per il consigliere regionale Giovanni Zannini, in particolare, la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto il carcere non concesso però dal giudice per le indagini preliminari.
Il provvedimento è stato illustrato stamattina, presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere dal procuratore Pierpaolo Bruni, dal Tenente Colonnello Vincenzo Carpino (del comando del Gruppo Territoriale dei carabinieri di Aversa), dal procuratore aggiunto Graziella Arlomede e dal comandante provinciale dei Carabinieri Manuel Scarso.
L’attività di indagine – ha detto il procuratore Bruni – ha consentito di acclarare – sebbene nella fase embrionale delle indagini preliminari – che il consigliere regionale avrebbe agevolato la realizzazione di un impianto di trasformazione del latte riconducibile ai due imprenditori, anch’essi – come si è detto – colpiti da provvedimento di divieto di dimora, consentendo loro di ottenere una delibera per un finanziamento pubblico di 13 milioni di euro, di cui 4 milioni già erogati a titolo di primo acconto.
E’ stato inoltre ricordato che l’opificio in questione, dal 23 dicembre 2023, è sottoposto a sequestro e il provvedimento nel 2025 è stato confermato anche dal Tribunale del Riesame e successivamente dalla Suprema Corte di Cassazione.
E’ appena il caso di ricordare che il provvedimento è legato al primo filone delle indagini che riguardano il consigliere regionale. Il quale – all’epoca dei fatti che gli vengono contestati – sedeva nel Consiglio Regionale della Campania come eletto nella lista De Luca Presidente e dunque tra i banchi della maggioranza di centrosinistra, nell’ambito della quale ricopriva anche il ruolo di presidente della Commissione Ambiente.
Attualmente, invece, Zannini siede in Consiglio regionale eletto nella lista di Forza Italia. Il provvedimento emesso nei suoi confronti comporterà, dunque, una sospensione della carica. Al suo posto dovrà essere insediato – per il tempo della misura restrittiva – il primo dei non eletti, Angela Parente, attualmente assessora a Castelvolturno.
In foto un momento della conferenza stampa e, a destra, Giovanni Zannini