CASERTA – In un anno di grande incertezza ha tenuto l’eccellenza dell’enogastronomia campana e italiana: la mozzarella di Bufala Campana Dop, anzi, ha leggermente aumentato la sua quota di mercato.
“Nel 2025 – spiega Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop – i consumi sono rimasti abbastanza stabili, con un lieve aumento e una ‘migrazione’ del consumatore dalla mozzarella non dop a quella dop. E ciò a dispetto di una contrazione del potere di spesa. Abbiamo però registrato delle oscillazioni nelle vendite da un mese all’altro che andranno analizzate; per esempio le vendite sono andate bene a luglio e male ad agosto, con una ripresa a settembre e ottobre”.
A trainare “la corsa” dell’oro bianco è sempre l’export, anch’esso cresciuto nel 2025, e alimentato anche da una strategia di marketing aggressiva, basata anche sulla partecipazione ad eventi internazionali del food, spesso in partnership con altre eccellenze come il Prosciutto di san Daniele e la ricotta di bufala campana Dop, che accrescono la popolarità della Bufala Dop.
La domanda sta crescendo nell’Est Europa, in Polonia in particolare, mentre gli Usa continuano a rappresentare uno sbocco importante, anche perché la “bufera” dei dazi alla fine ha partorito un 5% in più sulla mozzarella di bufala dop, con dazi attestati oggi al 15%.
“Il mercato negli Stati Uniti è interessante – evidenzia Saccani – e devo dire che il leggero aumento dei dazi non ha portato ad una contrazione delle vendite, anche perché negli Usa il prezzo è già molto alto (67-70 euro al chilo)”. Per altri mercati da conquistare, come l’Africa, l’America del Sud o il Sud-Est Asiatico, c’è il problema dei trasporti, troppo costosi al momento.