NAPOLI – (Insider) Armando Cesaro, nel suo lungo post di annuncio della candidatura, aveva tenuto a precisare il proprio distacco politico dalla famiglia.
Un gesto chiaro per prendere le distanze dalle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il padre Luigi e gli zii Aniello e Raffaele. Le condanne per concorso esterno in associazione mafiosa di Aniello e Raffaele Cesaro, legati al clan Puca, rappresentano un peso difficile da scrollarsi di dosso.
Tuttavia, la redenzione di Armando è durata poco. A Qualiano, in provincia di Napoli, pochi giorni dopo l’annuncio, ha pubblicato una foto insieme a Mimmo Di Domenico, consuocero di Raffaele Cesaro. La figlia di Di Domenico è infatti sposata con il figlio di Raffaele, anch’egli condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Ma è soprattutto Luigi Cesaro, padre di Armando ed ex parlamentare di Forza Italia, a muoversi dietro le quinte.
A Palma Campania e Torre del Greco si racconta di telefonate pressanti, di mozioni affettive e di un attivismo che non è passato inosservato. Un ex senatore parla di “chiamate forti”, di un coinvolgimento emotivo che si mescola alla strategia elettorale.
Nel frattempo, cresce il timore che Ciro Buonajuto, avvocato di fiducia di Alfredo Romeo, su cui stanno puntando molti forzisti, possa superare Armando nella corsa. Buonajuto è considerato da molti il nome su cui puntare, e la sua ascesa potrebbe mettere in discussione gli equilibri interni.
E infine, la domanda che aleggia tra gli addetti ai lavori: per chi tiferà Matteo Renzi? Per l’amico di sempre o per l’ultimo arrivato?
(Nelle foto, da sinistra: Ciro Buonajuto e Armando Cesaro)