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Documenti falsi per ottenere i fondi Covid: sequestro da un milione di euro

GRUMO NEVANO – Sequestro preventivo da 950mila euro nei confronti di un’azienda di San Miniato, in provincia di Pisa, attiva nel settore del commercio all’ingrosso di cuoio e pelli.

Il sequestro da parte della Guardia di finanza che ha dato esecuzione a un’ordinanza del tribunale di Pisa su richiesta della locale procura. Denunciato il legale rappresentante dell’azienda, un 68enne residente a Grumo Nevano, per l’ipotesi di malversazione e per l’impresa per la responsabilità amministrativa dell’ente, ex decreto legislativo 231/2001.
La somma corrisponde all’importo di un finanziamento ricevuto durante il periodo pandemico, garantito dallo Stato, all’interno del cosiddetto ‘Fondo di garanzia Pmi Covid 19’. L’incentivo, introdotto con il decreto liquidità era riservato alle imprese che intendessero effettuare investimenti in beni mobili ed immobili, strumentali all’attività d’impresa e per il fabbisogno di liquidità connesso ad un progetto di sviluppo della propria impresa.

Le indagini, svolte dalla compagnia di San Miniato, sono partite da una precedente attività amministrativa nei confronti dell’azienda, culminata con la segnalazione alla procura del legale rappresentante per frode fiscale. Secondo quanto ricostruito, le successive attività controllo effettuate hanno consentito di accertare che l’impresa sanminiatese avrebbe presentato documenti, come il bilancio di esercizio relativo all’annualità 2019, con dati non veritieri ed artefatti sui reali ricavi e utili aziendali al fine di ottenere la garanzia prevista dal decreto liquidità.

Inoltre avrebbe fornito alle banche erogatrici informazioni false sulla situazione economico finanziaria dell’azienda, così da ottenere la concessione di un finanziamento garantito dallo Stato, all’80% dell’importo ricevuto, tramite Medio Credito Centrale spa.

Notix

REDAZIONE NOTIX

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