Corruzione negli appalti pubblici a Sorrento: arrestati ex sindaco, dirigenti e funzionari

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SORRENTO – Figura anche l’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola (nella foto), arrestato in flagranza lo scorso 21 maggio, dopo avere intascato una “mazzetta” da un imprenditore, tra le sedici persone a cui la Guardia di Finanza di Torre Annunziata sta notificando 16 misure cautelari, tra arresti in carcere e ai domiciliari.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Torre Annunziata, su richiesta della locale Procura. I provvedimenti del giudice riguardano l’ex sindaco, anche funzionari e dirigenti dello stesso comune e alcuni imprenditori a cui vengono contestati, a vario titolo, i reti di corruzione, peculato e turbata libertà degli incanti, in relazione ad una serie di appalti pubblici affidati dal Comune di Sorrento negli anni dal 2022 al 2024.

L’operazione odierna fa seguito all’arresto in flagranza di reato di Coppola, avvenuto lo scorso 21 maggio.

L’ex sindaco venne bloccato dai finanzieri della compagnia di Massa Lubrense mentre intascava una mazzetta, nel corso di una cena. Le manette scattarono anche per il suo collaboratore e componente dello staff personale, Francesco Di Maio: entrambi erano a cena con un imprenditore sorrentino che versò loro una tangente di 6mila euro, (una tranche della somma complessiva di 120mila euro indebitamente pattuita) per un appalto per l’affidamento dei servizi di refezione scolastica per il periodo 2023-2026.

All’atto dell’arresto, i finanzieri trovarono la somma di denaro, poco prima consegnata dall’imprenditore, in parte addosso al sindaco (4.500 euro) e, in parte, addosso a Di Maio (1.500 euro).

Al termine delle perquisizioni, furono sottoposti a sequestro documenti di interesse investigativo, smartphone, pc e tablet nella disponibilità degli indagati nonché ulteriori somme di denaro in contanti, per un importo complessivo pari ad oltre 285.000 euro, di cui oltre 34.000 euro nell’abitazione del sindaco e oltre 167.000 euro nell’abitazione (in particolare, nascosti in un incavo li un tavolo da biliardo) di un presunto “sensitivo”, Raffaele Guida, abitante a S. Maria a Vico, fiduciario e referente del sindaco nei rapporti, anche illeciti, da questi intrattenuti con gli imprenditori.