Sono arrivate a Roma le salme dei quattro militari italiani morti il 29 ottobre nello schianto di un elicottero in Bosnia-Erzegovina.
All’ospedale militare del Celio è stata allestita la camera ardente, aperta fino alle 20, dove familiari, commilitoni e semplici cittadini si sono raccolti per l’ultimo saluto alle vittime. Dolore e commozione accompagnano il rientro dei quattro soldati, mentre l’Esercito si prepara alle esequie solenni, in programma domani, martedì 3 novembre, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma.
Tra le vittime figura il sergente Simone Ruggia, 36 anni, originario di Salerno. Una tragedia che ha profondamente colpito la comunità salernitana, dove il sindaco Vincenzo De Luca ha proclamato il lutto cittadino in coincidenza con i funerali di Stato.
L’ordinanza dispone l’esposizione delle bandiere a mezz’asta a Palazzo di Città e negli edifici pubblici comunali. Alla cerimonia funebre nella Capitale sarà presente anche il Gonfalone della città di Salerno, in rappresentanza dell’intera comunità.
L’amministrazione comunale ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia di Ruggia, all’Esercito Italiano e ai familiari degli altri tre militari deceduti. Un omaggio istituzionale che si unisce al dolore dei parenti e dei colleghi, raccolti al Celio nel ricordo dei quattro uomini che hanno perso la vita durante il servizio.
Per Salerno, quella di domani sarà una giornata di raccoglimento e memoria, nel segno dell’ultimo saluto a Simone Ruggia e ai suoi commilitoni.
Nelle foto Ansa, l’arrivo delle salme a Roma e, nel riquadro, il sergente Simone Ruggia



