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Autotrasportatori, presidi in calo. Caianello resta il cuore della protesta

Si riduce il numero dei camion dopo l'intervento della Polizia, che ha identificato oltre mille autotrasportatori. Tensione al casello dell'A1, dove un manifestante ha minacciato di darsi fuoco. Decisivo l'intervento di Martusciello

Si allenta la morsa della protesta degli autotrasportatori sulle strade campane, ma la mobilitazione non si ferma.

Tra ieri sera e la notte si è registrata una significativa riduzione dei camion presenti nei presidi, anche a seguito dell’operazione della Polizia di Stato che ha portato all’identificazione di oltre mille autotrasportatori.

Il punto più caldo resta il casello di Caianello, sull’autostrada A1 Milano-Napoli, diventato l’epicentro della protesta nel Casertano. Proprio qui, nella serata di ieri, si sono vissuti momenti di forte tensione quando un manifestante, durante l’intervento delle forze dell’ordine, ha minacciato di darsi fuoco impugnando una tanica di benzina.

A scongiurare il peggio è stato l’europarlamentare Fulvio Martusciello, presente sul posto, che è riuscito a convincere l’autotrasportatore a deporre la tanica.

Ma la diminuzione dei camion non significa la fine dell’emergenza. La protesta continua a tenere sotto pressione la Campania, già alle prese con difficoltà nei rifornimenti e pesanti ripercussioni sull’economia. E mentre il Governo rivendica l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria, una parte degli autotrasportatori resta sulle barricate. Il rischio è che la tregua sulle strade sia soltanto apparente e che a pagare il prezzo di un braccio di ferro ancora irrisolto siano, ancora una volta, cittadini e imprese.

Nelle foto, un momento della protesta degli autotrasportatori e, nel riquadro, l’europarlamentare Fulvio Martusciello

Notix

REDAZIONE NOTIX

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