(Antar) – Il Napoli sprofonda anche a Venezia. Contro una squadra che non aveva ancora conquistato un punto, gli azzurri rimediano la terza sconfitta nelle prime sette giornate di campionato. Un bilancio impietoso per una formazione costruita per ben altri traguardi e che, dopo il tonfo europeo, conferma una preoccupante crisi di gioco e risultati.
La cura Nicola restituisce invece dignità e organizzazione al Venezia, capace di imbrigliare un Napoli confuso, sprecone e soprattutto incapace di trasformare la superiorità tecnica in gol.
Allegri lascia inizialmente in panchina De Bruyne, Hojlund e Anguissa, affidandosi a Lucca, Giovane e McTominay. Una scelta che non paga. Nel primo tempo Rrahmani trova il salvataggio di Haps sulla linea, mentre Lucca spreca clamorosamente un assist perfetto di Giovane.
Nella ripresa arriva il disastro. Rrahmani sbaglia un rinvio di testa e Adams ne approfitta per battere Meret. È il gol che decide la partita e mette a nudo le fragilità di una difesa tutt’altro che affidabile.
Allegri corre ai ripari gettando nella mischia i pezzi pregiati, ma il Napoli continua a divorarsi occasioni. Hojlund si vede negare il pareggio da Juan Jesus, poi De Bruyne fallisce persino un calcio di rigore, neutralizzato da uno straordinario Stankovic.
Il portiere serbo completa l’opera respingendo anche i tentativi di Lobotka e Alisson. Ma sarebbe troppo comodo attribuire tutto alla sua giornata di grazia.
Il problema è un Napoli che produce senza concretizzare, sbaglia nei momenti decisivi e mostra una sconcertante fragilità mentale. Tre sconfitte in sette partite non sono un incidente di percorso. Sono un campanello d’allarme che Allegri non può più ignorare.
(Nella foto La Presse, la disperazione di una squadra che non riesce a fare risultato)





