EditorialeNews

Editoriale / La Festa ritrovata, Caserta dimenticata

Dieci anni, più o meno, per rivedere una Festa dell’Unità in provincia di Caserta. Nel cortile di casa di Graziano e Villano

Antonio Arricale – Dieci anni, più o meno, per rivedere una Festa dell’Unità in provincia di Caserta. Un tempo le feste di partito erano il naturale prolungamento della politica: ci si incontrava, si discuteva, si litigava pure. Scomparsi i giornali di partito, erano rimaste almeno le feste, luoghi nei quali far circolare idee e proposte. Oggi sono tornate, ma sembrano servire soprattutto a marcare il territorio. Per dire, insomma: qui comando io.

Il Pd casertano ha scelto Aversa. Nulla di illegittimo, naturalmente. Ma qualche domanda la scelta la suggerisce. Anche perché, nel deserto della rappresentanza democratica casertana, a tenere oggi le redini del partito sono Graziano e Villano: due aversani doc. Sarà una coincidenza. E sia. In politica non mancano mai.

Ma la geografia è persino il problema minore. Il punto vero è Caserta. Il capoluogo arriva dallo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche dopo quasi dieci anni di amministrazione a guida centrosinistra. Se c’era dunque un luogo nel quale il Pd aveva qualcosa da dirsi – e soprattutto da chiedersi – era proprio quello.

Non per autocelebrarsi, evidentemente. Ma per guardarsi indietro e domandarsi come si sia arrivati fin qui. Perché una Festa dell’Unità, prima delle salamelle, delle strette di mano e dei dibattiti sul radioso avvenire, dovrebbe servire anche a fare i conti con ciò che non ha funzionato, come sottolinea “con sconforto”, sui social, uno storico militante e amministratore del Pd, Franco Capobianco.

E Caserta dovrà tornare alle urne. Ripartire dal capoluogo avrebbe avuto quindi un significato elementare: esserci, metterci la faccia, ascoltare, spiegare. Magari pronunciando una parola ormai poco frequentata nei partiti: errori.

Si è preferita Aversa. E la Festa è stata raccontata come un ritorno «nei territori, nelle piazze, tra le persone». Formule perfette proprio perché, quasi sempre, non significano nulla.

Quando la casa ha preso fuoco, però, sarebbe stato persino coraggioso tornare davanti alla casa. Riunirsi nel cortile degli amici è certamente più comodo. Chiamarla ripartenza, decisamente meno.

In alto, da sinistra: Stefano Graziano e Marco Villano (foto Imagoeconomica)

Notix

REDAZIONE NOTIX

Articoli Correlati

Guarda anche
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio