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De Luca e la guerra al Grand Hotel. Nel mezzo l’avvocato che lo salvò dalla scure della legge Severino

Il Consiglio comunale affronta il caso degli 800mila euro di Imu e Tari non versati. Sullo sfondo Lorenzo Lentini, già legale del sindaco e oggi difensore della società proprietaria

SALERNO – Tra i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale di giovedì prossimo a Salerno c’è la questione Grand Hotel e degli 800mila euro di debiti dovuto al mancato pagamento negli anni passati di Imu e Tari.
Il caso fu sollevato a fine giugno dal sindaco Vincenzo De Luca durante una delle sue tradizionali dirette social. Ma la questione risale già a qualche anno fa quando l’attuale sindaco era presidente della Regione, a capo dell’amministrazione salernitana c’è Enzo Napoli e a capo dell’opposizione c’era Roberto Celano. Il forzista (adesso consigliere regionale) chiese già nel 2023 numi sulla questione e inoltrò più volte richiesta formale di accedere alla situazione debitoria della società “Panoramica srl” proprietaria del Grand Hotel. Non gli fu mai data risposta.

Da giugno però De Luca ha dichiarato guerra alla società fino ad arrivare, lo scorso agosto, ad emettere un’ordinanza di chiusura della struttura, contro cui la società ha presentato ricorso urgente al Tar che, a sua volta, ne ha consentito la riapertura.

La “Panoramica srl” è una società che appartiene alla famiglia Chechile, in particolare ad Armando Rocco Chechile, che già negli anni Ottanta possedeva il Jolly Hotel che fu abbattuto per far posto al Crescent, l’edificio a mezza luna sul mare progettato dall’archistar Ricardo Bofill.

I rapporti tra De Luca e Chechile non sono mai stati idilliaci. Non si può dire di certo che siano mai stati amici. Al contrario del suo braccio destro in Regione Fulvio Bonavitacola che, durante l’organizzazione delle Universiadi in Campania del 2019, fece ospitare nella struttura una sua familiare e fu pure messo sotto inchiesta per questo motivo prima di veder archiviata la sua posizione.

Tuttavia sindaco e imprenditore hanno un “amico” in comune. Un avvocato amministrativista che, all’occorrenza, ha risolto i problemi sia dell’uno che dell’altro. Si chiama Lorenzo Lentini, il legale che a gennaio 2015 quando Vincenzo De Luca, condannato ad un anno (pena sospesa) per abuso d’ufficio per la vicenda relativa alla nomina del project manager del futuro termovalorizzatore che non fu mai realizzato, rischiava di veder sfumare il sogno di diventare presidente della Regione Campania. Fu salvato da una sentenza di assoluzione che arrivò il 5 febbraio 2016 grazie anche al buon lavoro di Lorenzo Lentini.

Ma Lorenzo Lentini, insieme a suo fratello Felice, è stato sempre il legale di fiducia di Rocco Armando Chechile e lo è ancora oggi. E’ dell’amministrativista la firma in calce all’atto del ricorso al Tar che ha consentito la riapertura del Grand Hotel facendo carta straccia, per il momento, dell’ordinanza sindacale.

L’udienza di merito sulla questione si terrà il 30 settembre prossimo davanti alla seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale di Salerno. Intanto in consiglio comunale la minoranza annuncia battaglia perché lamenta il mancato invio da parte dello staff del sindaco di tutti i documenti relativi alla situazione debitoria della struttura.

(Nelle foto Imagoeconomica, da sinistra: Vincenzo De Luca, Lorenzo Lentini e Roberto Celano)

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REDAZIONE NOTIX

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