Niente tagli al personale né penalizzazioni salariali, ma una profonda riorganizzazione dei servizi e investimenti sulle infrastrutture.
È questa la prospettiva delineata dal nuovo amministratore unico di EAV, Pietro Diamantini, nell’incontro del 12 ottobre con le organizzazioni sindacali FAISA CONFAIL, ORSA e USB, dedicato al Piano industriale 2026-2030.
Il programma punta a rilanciare l’efficienza aziendale mantenendo l’integrazione tra trasporto ferroviario, autobus e infrastrutture. La fase più delicata sarà il biennio 2026-2028, mentre i primi risultati sono attesi dal 2028.
Tra le novità, l’acquisto di 25 treni per le linee Flegree, il potenziamento delle navette di Bagnoli e la riorganizzazione dei collegamenti nell’area sorrentina, dove non è previsto il servizio metropolitano Castellammare-Sorrento. Per le infrastrutture, annunciata la riapertura della linea per Benevento entro il primo semestre 2027 e della bretella Volla-San Giorgio entro settembre dello stesso anno. Il collegamento metropolitano Napoli-San Giorgio, con frequenze di 15 minuti, è invece previsto per il 2029.
Sul versante occupazionale, Diamantini ha assicurato la salvaguardia dei posti di lavoro e dei livelli retributivi, anche attraverso percorsi di riqualificazione e ricollocazione del personale.
I sindacati accolgono positivamente l’impostazione, ma avvertono: gli annunci dovranno tradursi in risultati verificabili. Chiesti tavoli di confronto, scadenze precise e controlli periodici. Il messaggio è netto: il risanamento di EAV non può essere pagato dai lavoratori.




