Una scena del crimine nel cortile di Palazzo Melzi, tra rilievi scientifici, ricerca degli indizi e repertamento delle prove.
Nessun delitto, naturalmente, ma una simulazione investigativa che ha trasformato la Giornata delle Matricole 2026 del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Vanvitelli, a Santa Maria Capua Vetere, in un’esperienza di formazione sul campo.
Protagonisti gli specialisti dei Carabinieri del Comando provinciale di Caserta, guidati dal colonnello Federico Scarabello, che hanno mostrato ai nuovi iscritti come si svolge un sopralluogo investigativo e quali procedure consentano di ricostruire la dinamica di un reato.
A illustrare le tecniche operative sono stati il tenente colonnello Melissa Sipala, comandante del Reparto Operativo, il tenente colonnello Gianluca Galiotta, alla guida del Nucleo Investigativo, e il luogotenente Antonio De Luca, responsabile della Sezione Rilievi.
Gli studenti hanno potuto osservare da vicino strumenti e metodologie impiegati nelle indagini, comprendendo quanto l’accuratezza degli accertamenti e la corretta conservazione delle prove siano determinanti anche nelle successive fasi processuali.
Un modo concreto per collegare le nozioni giuridiche studiate nelle aule universitarie al lavoro quotidiano di chi è chiamato ad applicare la legge e ad accertare le responsabilità penali.
L’iniziativa conferma la collaborazione tra il Dipartimento di Giurisprudenza della Vanvitelli e le forze dell’ordine, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti alle professioni della giustizia e della sicurezza.
Così, per le nuove matricole, il tradizionale benvenuto accademico è diventato anche una prima lezione pratica: perché tra la ricerca della verità e la sua dimostrazione davanti a un giudice c’è un percorso fatto di metodo, competenza e rispetto delle regole.





