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Caserta, 500 ettari sott’acqua: la bonifica che arriva dopo il diluvio

Il maltempo sommerge centinaia di ettari di terreni agricoli nel Casertano. Coldiretti chiede al Consorzio di Bonifica del Volturno una rapida ricognizione dei danni. Ma resta la domanda sulla prevenzione e sulla manutenzione del territorio

Succede nei Comuni: ci si dimentica di pulire le fogne, liberare i tombini e mantenere efficienti gli scarichi.

Poi arriva il temporale, le strade diventano fiumi e si invoca l’eccezionalità dell’evento. A quanto pare, però, il copione non è un’esclusiva delle amministrazioni comunali. Anche nelle campagne del Casertano l’acqua ha fatto il suo mestiere. Resta da capire se chi avrebbe dovuto governarla abbia fatto altrettanto.

Il bilancio del maltempo della scorsa settimana è pesante: circa 500 ettari di terreni agricoli allagati, coltivazioni compromesse e aziende alle prese con danni ancora da quantificare.

Dell’emergenza si è discusso nell’incontro tra il direttore di Coldiretti Caserta, Giuseppe Miselli, e i vertici del Consorzio di Bonifica Generale del Volturno, rappresentati dal presidente Francesco Todisco e dal direttore generale Camillo Mastracchio.

Coldiretti ha chiesto una ricognizione immediata dei danni, indispensabile per consentire alle aziende di accedere agli eventuali ristori. Gli uffici territoriali dell’organizzazione agricola procederanno nei prossimi giorni a una mappatura delle aree colpite.

«Non possiamo perdere tempo», ha ammonito il presidente provinciale Enrico Amico, ricordando che molti agricoltori hanno visto finire sott’acqua mesi di lavoro.

Miselli ha definito costruttivo l’incontro, sottolineando la disponibilità dei vertici del Consorzio a collaborare.

Tutto bene, dunque? Non proprio. Perché, oltre a contare gli ettari sommersi e quantificare i danni, sarebbe utile verificare lo stato della rete di bonifica, la manutenzione dei canali e l’efficienza delle opere di drenaggio. Senza dare per scontate responsabilità ancora da accertare.

Altrimenti il rischio è quello di ripetere il solito rituale: prima gli allagamenti, poi i sopralluoghi, infine le promesse. In attesa della prossima pioggia.

Notix

REDAZIONE NOTIX

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