La criminalità arretra anche in Campania, in linea con la tendenza nazionale che, dopo quattro anni consecutivi di crescita, registra una diminuzione dell’1,8% dei reati denunciati.
È quanto emerge dall’Indice della criminalità 2025 del Sole 24 Ore, elaborato sulle statistiche del ministero dell’Interno e relativo a 106 province italiane.
Il dato campano conferma una flessione dei delitti denunciati, con Caserta che registra una riduzione del 4,8% rispetto all’anno precedente e Napoli che segna un calo dell’1,6%. Una tendenza che interessa anche il resto del Mezzogiorno, dove la diminuzione dei reati appare particolarmente diffusa.
Spicca soprattutto il risultato di Benevento, che figura tra le province con la minore incidenza criminale d’Italia: 2.177 denunce ogni 100mila abitanti, quarta posizione tra i territori meno colpiti, dopo Oristano, Potenza ed Enna. Un dato che colloca il Sannio agli ultimi posti della graduatoria nazionale per frequenza dei reati denunciati.
Il quadro regionale si inserisce in uno scenario italiano caratterizzato da circa 2,36 milioni di delitti, oltre 42mila in meno rispetto al 2024. A diminuire sono soprattutto furti e rapine, mentre continuano a crescere truffe informatiche, danneggiamenti ed estorsioni.
Resta tuttavia preoccupante il coinvolgimento dei minorenni nelle attività criminali: a livello nazionale le segnalazioni di ragazzi denunciati o arrestati sono aumentate del 34% rispetto al 2019, con un’incidenza particolarmente elevata nelle rapine di strada.
La Campania mostra dunque segnali di miglioramento sul fronte della criminalità denunciata, ma il dato statistico non esaurisce la questione della sicurezza. La riduzione delle denunce, infatti, non coincide necessariamente con un’analoga diminuzione di tutti i fenomeni criminali, soprattutto quelli legati alla criminalità organizzata, all’usura e alle estorsioni, che possono rimanere sommersi.





