NAPOLI – Il pareggio di Firenze non è un risultato da buttare, ma neppure quello di cui il Napoli aveva bisogno. Dopo la vittoria sul Bologna, agli azzurri serviva un altro successo per dare continuità alla ripartenza e dimostrare che le difficoltà iniziali erano ormai alle spalle. È arrivato, invece, un punto che muove poco la classifica e lascia irrisolti quasi tutti gli interrogativi.
Al Franchi il Napoli ha avuto anche il merito di resistere alla partenza aggressiva della Fiorentina, salvata soltanto dai legni nelle conclusioni di Atta e Fagioli. Superato il momento più complicato, la squadra di Allegri ha colpito a sua volta un palo con Olivera e trovato il vantaggio con Gilmour, bravo a finalizzare uno schema da calcio d’angolo.
Proprio quando la partita sembrava essersi messa sui binari giusti, però, il Napoli ha mostrato nuovamente la propria fragilità. Sono bastati sei minuti della ripresa e una conclusione deviata di Jimenez per cancellare il vantaggio. Da quel momento gli azzurri hanno provato a riprendersi la gara, ma senza la lucidità, la qualità e la forza necessarie per imporre la propria superiorità.
È questo il limite più evidente del Napoli di oggi: non tanto il pareggio in trasferta, che a Firenze può anche rientrare nella normalità di un campionato, quanto l’incapacità di governare le partite. La squadra alterna buoni momenti a improvvisi vuoti, costruisce ma non sempre concretizza, passa in vantaggio e troppo spesso concede agli avversari la possibilità di rientrare.
La classifica comincia così a diventare meno indulgente. Dopo cinque giornate il Napoli è nono con sette punti, sei in meno della Roma capolista. Davanti corrono anche Milan, Juventus, Frosinone e Como. Le distanze restano recuperabili, ma due vittorie, un pareggio e due sconfitte rappresentano un bottino modesto per una squadra costruita per stare ai vertici.
Il campionato è ancora lungo e i bilanci definitivi sarebbero prematuri. Ma il Napoli non può continuare a considerare ogni occasione perduta come un semplice incidente di percorso. A Firenze non ha perso, ma non ha neppure compiuto quel passo avanti che ci si attendeva. E, quando si parte per competere in alto, sono proprio questi pareggi a diventare pesanti.




