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Gdf Roma, maxi sequestro di 43 mln per frode fiscale
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‘Ndrangheta, appalti pilotati per favorire le cosche: arresti in tutta Italia, coinvolti anche 11 funzionari pubblici

Un cartello criminale composto da imprenditori e funzionari pubblici per pilotare gli appalti e agevolare le cosche della ‘Ndrangheta. Lo ha scoperto la Guardia di Finanza che sta eseguendo decine di arresti in diverse regioni italiane. L’indagine, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, ha preso di mira i profili ‘imprenditoriali’ dei Piromalli, la cosca che opera nella Piana di Gioia Tauro. I finanzieri stanno eseguendo anche sequestri di beni e imprese per oltre 103 milioni. I provvedimenti cautelari e i sequestri, nei quali sono impegnati circa 500 finanzieri dei comandi provinciali e dello Scico, sono scattati in Calabria, nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, in Sicilia tra Messina, Palermo, Trapani e Agrigento, in Campania – a Benevento e Avellino -a Milano e Brescia in Lombardia e ad Alessandria, Gorizia, Pisa, Bologna e Roma. L’operazione, coordinata dal procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri e denominata ‘Waterfront’, è l’epilogo delle indagini sull’ala imprenditoriale dei Piromalli. Dagli accertamenti, infatti, è emersa l’esistenza di un cartello composto da imprenditori e pubblici ufficiali ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta aggravata dall’agevolazione mafiosa, frode nelle pubbliche forniture, corruzione ed altri reati. Sono 11 i funzionari pubblici coinvolti.

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Fase 2, il ministro Boccia: “Il passaporto sanitario è contro la Costituzione”

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Coronavirus: terminata infomativa Conte

“Passaporto sanitario? Rileggete l’articolo 120 della Costituzione: una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone. E poi se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono”. Lo ha detto il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia in audizione alla Commissione Federalismo fiscale della Camera. “Nei prossimi giorni con l’ultimo click che riporterà il Paese a muoversi ci dovrà essere anche quello del buonsenso. Se tutte le regioni ripartono senza distinzioni sul profilo dei cittadini di ogni regione, la distinzione tra cittadini di una città rispetto all’altra non è prevista, se siamo sani ci muoviamo. Diverso è prevedere una fase di quarantena, ma non siamo in quella condizione. E anche in quel caso ci vuole un accordo tra le parti”, aggiunge Boccia. Le province lombarde di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e quella di Piacenza in Emilia Romagna “hanno vissuto un’ecatombe, il resto del Paese un dramma. Non paragonerei quelle province al resto d’Italia”. Così il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia in audizione alla Commissione Federalismo fiscale, parlando di possibili provvedimenti finanziari per sostenere l’economia di quelle zone.

Quaranta anni fa l’omicidio di Walter Tobagi, l’omaggio di Mattarella: “Rappresentava ciò che i brigatisti negavano”

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Giornalisti uccisi - Walter Tobagi

Walter Tobagi fu ucciso barbaramente perché rappresentava ciò che i brigatisti negavano e volevano cancellare. Era un giornalista libero che indagava la realtà oltre gli stereotipi e pregiudizi, e i terroristi non tolleravano narrazioni diverse da quelle del loro schematismo ideologico”. A quarant’anni dall’assassinio del giornalista del Corriere della sera, Walter Tobagi, avvenuta a Milano il 28 maggio 1980, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne ricorda il coraggio e l’autorevolezza sulle pagine del quotidiano di via Solferino. “Era un democratico, un riformatore, e questo risultava insopportabile al fanatismo estremista”, sottolinea Mattarella ricordando che “Tobagi è morto giovanissimo. A trentatré anni aveva già dimostrato straordinarie capacità, era leader sindacale dei giornalisti lombardi, aveva al suo attivo studi, saggi storici, indagini di carattere sociale e culturale”. E, ancora ricorda che “è stato ucciso in quei mesi, in cui altri uomini dello Stato, altri eroi civili, cadevano a Milano e in tutta Italia per fedeltà a quei principi di convivenza che la Mitologia rivoluzionaria, le trame eversive, le organizzazioni criminali di diversa natura volevano colpire”. Il Capo dello Stato, che esprime i “sentimenti di vicinanza alla famiglia Tobagi” sottolinea che “per il suo giornale Walter Tobagi è più di un simbolo: è esempio di un giornalismo libero, che non si piega davanti alla minaccia, che non rinuncia allo spirito critico nel raccontare la realtà, che vive nel pluralismo”. “Questo giorno di memoria è importante per il ‘Corriere della Sera’, che ha avuto in Tobagi una delle sue firme più prestigiose, e lo è per tutta la stampa italiana: la società è cambiata in questi decenni – scrive Mattarella – ma la sfida della libertà, dell’autonomia, dell’autorevolezza della professione giornalistica è sempre vitale. Il desiderio di scavare nella realtà per portare alla luce elementi nascosti, oltre a essere buon giornalismo, aiuta anche a trovare semi di speranza. Di questo – conclude il presidente – abbiamo bisogno”.

Regionali, Maresca non sarà a capo schieramento: “Faccio politica combattendo le mafie tra la gente”

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CADAVERE IN LAGHETTO: QUESTORE, NESSUNA RELAZIONE CON CASALESI

“Sono oramai tre mesi che ogni giorno devo smentire di essere candidato a Sindaco di Napoli. Sono stanco di spiegare che non sarò a capo di uno schieramento di destra, anzi di sinistra, forse di sotto, di sopra o di centro che concorre alla guida della Regione Campania. Lo dichiara, all’Ansa, il magistrato antimafia Catello Maresca che così sgombra il campo dalle voci su sue presunte candidature alle prossime elezioni regionali in Campania. “Sono tre mesi – aggiunge – che un giorno sì e un giorno pure ogni mia proiezione pubblica, ogni mia iniziativa da normale cittadino viene scandagliata, vivisezionata per poterle attribuire una qualche coloritura partitica, non politica. Con questo voglio significare che la politica, almeno per me, non è una cosa sporca. Non lo può essere perché tutti facciamo politica quando concorriamo nella nostra vita di relazione a valorizzare il bene comune e i beni della nostra comunità”.

Covid-19, sospetta positività: stop allenamenti squadra Bologna

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Coronavirus Bologna Calcio Sinisa Mihajlovic

Un caso di “sospetta positività” al coronavirus nello staff del Bologna Calcio. E’ lo stesso club a darne notizia, spiegando che è emerso nell’ultima serie di esami a cui è stato sottoposto il gruppo-squadra. “In attesa di ulteriori approfondimenti, la squadra in via precauzionale riprenderà domani gli allenamenti in forma individuale e ad orari differenziati senza uso di locali comuni. Nel caso in cui fosse confermata la positività, il gruppo-squadra sarà isolato in ritiro”, prosegue la società. Il Bologna ha ricominciato dalla settimana scorsa ad allenarsi in gruppo (dopo una fase di allenamenti individuali) e nei giorni scorsi ha fatto la prima partitella agli ordini di Sinisa Mihajlovic. La sospetta positività di un membro del suo staff è motivo di preoccupazione anche perché il tecnico del Bologna è stato sottoposto nei mesi scorsi a un trapianto di midollo dopo che gli era stata diagnosticata la leucemia. Il Bologna ha sospeso gli allenamenti in via precauzionale. L’ultima versione del protocollo approvata dal Comitato tecnico scientifico prevede lo stop anche agli allenamenti individuali e l’isolamento di atleti e tecnici in caso di confermata positività

Minacce e insulti sui social, assegnata la scorta al ministro Azzolina

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==Scuola: Azzolina, le mie sono scelte condivise

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è stata messa sotto scorta. Da tre giorni viene scortata da uomini della Guardia di finanza. Da alcuni giorni, da quanto si apprende, la ministra è oggetto di minacce e insulti sui social. Azzolina, pur essendo ministro, non aveva la scorta.

La cancelliera tedesca Merkel a Ischia in estate? Il sindaco Caruso: “Amica da riabbracciare”

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German Chancellor Angela Merkel in Ischia

“Siamo davvero contenti all’idea che la cancelliera Merkel possa tornare questa estate a Sant’Angelo”: così il sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso, a proposito della volontà di Angela Merkel di tornare in vacanza ad Ischia. La cancelliera ha espresso il suo desiderio nel corso di una telefonata con David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo che ha riferito la notizia in una intervista a La Stampa. La cancelliera, ha riferito Sassoli, “non vede l’ora di tornare in vacanza ad Ischia” anche se chiaramente non sono state indicate date. La Merkel viene in vacanza nel caratteristico borgo isolano da anni ed intrattiene rapporti di amicizia con diverse famiglie del luogo. “Siamo pronti ad accogliere di nuovo tanti ospiti ma con Angela Merkel c’è un rapporto speciale, è ormai una amica che vorremmo riabbracciare dopo questa terribile esperienza del coronavirus” ha concluso Caruso.

Maresca, magistrato di grande spessore, non si può bruciare per la candidatura alla Presidenza della Regione

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De Luca Maresca

Dal momento che noi abbiamo sempre fatto la differenza, allorquando scriviamo di politica, vi spieghiamo perché a Catello Maresca non conviene sfidare De Luca. Magistrato di grande spessore, Maresca suscita grande simpatia nell’opinione pubblica; simpatia che gli deriva dalle grandi inchieste da lui fin qui firmate. Ma, in politica, si sa, non basta avere soltanto la simpatia. La stima è una cosa e la politica un’altra. Allo stato attuale misurarsi elettoralmente con De Luca rappresenterebbe per il magistrato un’impresa ardua. A sostegno della candidatura del governatore uscente, ad oggi, ci sono 11 liste; ce ne sono, però, altre 4/5 in sospeso e che potrebbero andare a rafforzare le 2/3 liste delle 11 più deboli. Maresca, dal canto suo, per organizzare la campagna elettorale, dovrebbe avere a che fare in Campania con Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord; partiti, questi, che non sono all’altezza di Maresca, noto e valente magistrato anti-camorra. Inutile che ci nascondiamo dietro ad un dito, in politica ci sono accordi, spartizioni e altro. Ecco perché noi crediamo che Catello Maresca sia più indicato per un ruolo istituzionale nazionale. Considerando quello che ha fatto, fino ad oggi, per i cittadini della Campania sarebbe un errore bruciarsi in una competizione dall’esito incerto.

L’ex banchiere Grant, leghista, ad un anno dalla sua elezione in Europa è presente solo sui social

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Grant

Eletto lo scorso anno al Parlamento Europeo, nella circoscrizione meridionale, il campano Valentino Grant, leghista, ex banchiere, al momento è presente soltanto sui social. E pensare che il suo nome era venuto fuori anche per una possibile candidatura a presidente della Regione Campania, in quota centrodestra. Non pochi i malumori, anche tra coloro che lo hanno sostenuto in campagna elettorale, dal momento che, all’indomani della sua elezione, Grant è letteralmente scomparso dal territorio di appartenenza. In cambio, però, è molto presente sui canali social.

Governo, verso l’election day il 20 settembre: regionali, comunali e referendum per il taglio del numero dei parlamentari

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General Elections

Si va verso l’election day il 20 settembre. E’ quanto emerge, a quanto si apprende, dalla riunione a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. Stessa data, quindi, per le elezioni regionali ma anche per indire le comunali e il referendum sul taglio dei parlamentari. “Ma vi sembra giusto andare a votare il 20 settembre? Così si rallenta la ripresa e si danneggia il turismo, uno dei settori più colpiti dal coronavirus. Ancora una volta si fa prevalere l’interesse del Palazzo su quello dei cittadini”. Lo scrive scrive su twitter il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani.

Senato, la Giunta per le Immunità dice “no” al processo a Salvini: Italia Viva non partecipa al voto

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Con 13 voti a favore della relazione del presidente, Maurizio Gasparri (FI), 7 contrari e 3 senatori che non hanno partecipato al voto, la Giunta per le Immunità del Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso Open Arms. Tra i 13 voti favorevoli alla relazione si contano, oltre ai 5 della Lega, i 4 di Fi, uno di Fdi e uno delle Autonomie, anche quello del senatore ex M5s Mario Michele Giarrusso e quello della senatrice M5S Alessandra Riccardi. “La Giunta del Senato ha votato stabilendo che Salvini ha fatto il suo dovere, ha agito per interesse pubblico e non privato”. Commenta così il leader della Lega Matteo Salvini in diretta facebook. “No allo sbarco dei 161 immigrati dalla Ong spagnola Open Arms, la Giunta del Senato ha appena votato (13 a 7) che ho fatto solo il mio dovere, nell’interesse del popolo italiano. Grazie a loro, e grazie a Voi. Adesso la parola passa all’aula del Senato, vediamo se Pd e 5Stelle insisteranno per il processo”, aggiunge Salvini. “Iv ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all’aula. Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati”, aveva detto il capogruppo di Italia Viva in Giunta Francesco Bonifazi. “Era necessario – aveva sostenuto Bonifazi – ricevere indicazioni sui rischi reali di terrorismo e sullo stato di salute riguardo alle imbarcazioni bloccate in mare dall’ex ministro dell’Interno, che non sono arrivate. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati. Diversamente, pare che le determinazioni assunte da quest’ultimo abbiano sempre incontrato, direttamente o indirettamente, l’avallo governativo. Numerosi sono dunque i dubbi che ancora oggi residuano in riferimento al caso Open Arms. Sarebbe stato opportuno che tali incertezze venissero chiarite mediante un’attività istruttoria ulteriore. Dunque, allo stato dell’arte, Italia Viva, coerentemente con le posizioni tenute nelle precedenti votazioni, ed in mancanza degli elementi istruttori richiesti, decide di non partecipare al voto”. “Dopo aver salvato masochisticamente il ministro della giustizia”, è stata “coraggiosa e corretta la decisione di Italia Viva di Renzi di non partecipare al voto sull’autorizzazione al processo di Matteo Salvini consentendo di fatto la certezza sul diniego ad un processo manifestamente ingiusto”. Lo afferma la deputata di Forza Italia, Michaela Biancofiore.

Fase 2, De Micheli: “A metà settimana valutazione sulla riapertura dei confini regionali”

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Bisogna aspettare i dati, noi abbiamo deciso un metodo con le Regioni, che ci sembra quello più corretto anche nei confronti delle persone, che è il metodo della assoluta e totale trasparenza. Le Regioni ci forniscono giorno per giorno i dati sui contagi e tutti i dati sanitari e il Ministero della salute fa la valutazione dei dati. Quindi a metà di questa settimana si farà una valutazione sulla riapertura dei confini regionali”. Lo ha detto la ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli a Agorà su Rai3. Parlando invece di Autostrade per l’Italia, la ministra ha affermato che “ad oggi al ministero delle Infrastrutture non è arrivata nessuna comunicazione formale che Autostrade per l’Italia non voglia fare gli investimenti. Formalmente nessuno ha scritto che non si realizzeranno”.

Camorra, maxi-operazione dei carabinieri tra Napoli e Torre Annunziata: 35 arresti

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Camorra: pregiudicato ucciso in agguato in sala giochi

Vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli contro la criminalità organizzata e il traffico di stupefacenti. Sono 37 le misure in corso di esecuzione (35 arresti e due obblighi di dimora). Dall’alba i militari del comando provinciale di Napoli stanno eseguendo due provvedimenti emessi dai gip dei Tribunali di Napoli e Torre Annunziata. Il primo, eseguito a Marano sotto il coordinamento della DDA di Napoli, ha portato all’arresto di 16 persone contigue al Clan “Polverino”, gravemente indiziate dei delitti di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e all’intestazione fittizia di beni, aggravati dal metodo mafioso. A Torre Annunziata, invece, sotto il coordinamento della Procura oplontina, sono 19 le persone arrestate e 2 colpite dalla misura dell’obbligo di dimora per i reati di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, sostituzione di persona, estorsione, porto abusivo di armi e falsità ideologica commessa dal privato.

Decreto Rilancio, Gualtieri in audizione: “Punto di partenza per grande piano ripresa”

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Pensiamo che il metodo del dialogo sia essenziale e contiamo sull’apporto del parlamento anche per poter ulteriormente migliorare questo decreto”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione sul decreto Rilancio. Il nuovo decreto anti-Covid contiene “l’impostazione per il rilancio dell’economia che il governo svilupperà con grande piano ripresa fatto di riforme e investimenti. Ci sono alcuni primi elementi importanti che vanno oltre i mesi dell’emergenza, penso alla eliminazione delle clausole di salvaguardia” e si interviene “su alcuni fattori” per “una ripartenza che sia al passo con le sfide e favorisca la transizione a modelli di sviluppo sostenibile, resilienti e innovativi”. Il decreto Rilancio “stanzia ulteriori risorse e contiene misure importanti per affrontare la cosiddetta fase 2 con l’obiettivo duplice di affrontare la crisi senza precedenti innescata dalla pandemia, con la prosecuzione e il rafforzamento degli interventi già predisposti e fornire stimoli e mettere in campo interventi necessari alla ripresa del Paese”. Si tratta, ha ribadito si un provvedimento “che per ampiezza e risorse mobilitate è senza precedenti e d’altronde non poteva che essere così vista la portata della crisi che ha investito il paese e vista la scelta molto chiara del governo di rispondere e reagire a questa crisi con interventi di bilancio e di stimolo economico consistenti e adeguati”.

Ostia, agguato al cognato di Roberto Spada: finiscono in manette esecutori e mandante

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Droga: a Ostia sequestrati 9 kg, 5 arresti

I carabinieri hanno identificato i presunti esecutori e mandante del ferimento a colpi d’arma da fuoco del cognato di Roberto Spada, avvenuto lo scorso 20 aprile a Ostia. I militari del nucleo investigativo di Ostia stanno notificando un’ordinanza che dispone nei confronti di tre persone la custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Roma su richiesta della DDA, con l’accusa di tentato omicidio. Il fatto di sangue – rendono noto i carabinieri – si colloca nelle dinamiche di “riposizionamento” dei gruppi malavitosi sullo “scacchiere criminale” di Ostia. La vittima dell’agguato, romano, 51 anni, aveva raccontato di essere stato colpito da un proiettile mentre camminava in via Forni. Dopo aver sentito all’improvviso un dolore alla gamba, aveva abbassato lo sguardo e visto il sangue, decidendo di salire in macchina e recarsi verso l’ospedale. Non aveva aggiunto dettagli su chi l’aveva ferito ne’ quanti fossero e, soprattutto, su un possibile movente che potesse aver spinto qualcuno a premere il grilletto di giorno in un periodo in cui le strade della Capitale erano particolarmente sorvegliate, per verificare il rispetto delle disposizioni per il contenimento del coronavirus.

Castellammare di Stabia, 17enne accoltellato: muore in ospedale. Ferito anche un 30enne, indaga la Polizia

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La Polizia sta indagando sulla morte di 17enne e sul ferimento di un 30enne giunti la scorsa notte nell’ospedale di Castellammare di Stabia. Entrambi sono arrivati nel pronto soccorso con ferite da punta e taglio, il minorenne al torace e all’inguine. Per lui non c’è stato nulla da fare. E’ morto poco dopo l’arrivo in ospedale. Il trentenne, invece, è stato subito sottoposto a intervento. Secondo gli investigatori non sarebbe in pericolo di vita. Sul quanto accaduto sono in corso indagini da parte della Polizia.

In 2mila comuni test sierologici al via, saranno su base volontaria. Partono le telefonate della Croce Rossa, al lavoro 21 centri regionali

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test sierologici

Hanno preso il via, questa mattina, le telefonate della Croce Rossa italiana ai cittadini individuati nel campione di 150.000 soggetti ai quali verrà effettuato il test sierologico per mappare la diffusione del nuovo coronavirus sul territorio nazionale. Al lavoro, si apprende dalla Cri, ci sono oltre 700 operatori volontari, che hanno ricevuto una formazione nella scorse settimane. I call center operativi sono 21, uno in ogni Regione, ai quali si aggiunge un Centro nazionale di supporto. La Lombardia registrerà il più alto numero di cittadini contattati, pari a oltre 30mila. Seguono il Veneto (13mila); Emilia Romagna (12mila); Campania, Lazio e Sicilia (oltre 11mila); Piemonte (10mila) e a seguire le altre Regioni, fino alla Valle d’Aosta dove saranno contattati oltre 4mila cittadini. Il campione, elaborato con l’Istat, viene individuato sulla base del genere e suddiviso in 6 classi d’età, per Regione ed attività lavorativa. Gli operatori Cri saranno impegnati nelle fasi di prelievo a domicilio e negli ambulatori, ma nelle Regioni Lazio, E.R., Piemonte, Molise e provincia autonoma di Bolzano si occuperanno solo del prelievo a domicilio. I cittadini facenti parte del campione selezionato verranno contattati dalla Croce Rossa italiana sul proprio telefono cellulare. Dopo essere stati contattati per il test sierologico, per eventuali informazioni aggiuntive i cittadini potranno rivolgersi al numero 06-5510 messo a disposizione dalla Cri. Capire quante persone in Italia hanno sviluppato gli anticorpi al Coronavirus, anche in assenza di sintomi, stimare dimensioni e estensione dell’infezione nella popolazione e descriverne la frequenza in relazione ad alcuni fattori quali sesso, età, regione di appartenenza, attività economica. Questo al fine di indirizzare politiche a livello nazionale o regionale e per modulare le misure di contenimento del contagio. Parte oggi la vasta indagine epidemiologica su scala nazionale attraverso test sierologici su un campione di 150mila persone distribuite in duemila comuni italiani. L’indagine è firmata ministero della Salute e Istat, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana che con i suoi volontari arriverà alle persone scelte per la campionatura. L’adesione è volontaria e i test sono gratuiti. A chiarirlo a più riprese il Governo, anche attraverso il premier Giuseppe Conte, durante l’informativa alla Camera lo scorso 21 maggio, e la stessa Istat. Nessun obbligo da parte dei cittadini di rispondere alla chiamata. Ma per sensibilizzare la partecipazione su tutte le reti Rai andrà in onda uno spot dedicato all’indagine e locandine saranno affisse nelle farmacie e nelle parafarmacie, grazie alla collaborazione offerta da Federfarma e dalla Federazione dell’Ordine dei Farmacisti Italiani (Fofi). Sarà la Lombardia la regione con il campione maggiore pari a 20mila individui. La scelta tiene conto, infatti, oltre che della demografia, anche delle stime sulla pervasività del virus a livello territoriale. Altre grandi Regioni si collocheranno poco sotto i 10mila selezionati, meno di 4mila in quelle più piccole o meno toccate dall’epidemia. I test verranno effettuati “con esclusiva finalità di ricerca scientifica”, aveva chiarito il premier Conte nell’informativa alla in Aula alla Camera. “Occorrerà – aveva aggiunto – uno sforzo che si basa sul lavoro di volontari sul territorio” e ci sarà “una struttura nazionale di coordinamento”. In una nota diffusa alla vigilia del via ai test da ministero della Salute, Istat e Cri, si sottolinea che “la riservatezza dei partecipanti sarà mantenuta per tutta la durata dell’ indagine”. A tutti i soggetti che partecipano sarà assegnato un numero d’identificazione anonimo per l’acquisizione dell’esito del test. Il legame di questo numero d’identificazione con i singoli individui sarà gestito dal gruppo di lavoro dell’ indagine e sarà divulgato solo agli enti autorizzati, viene spiegato. “Gli esiti dell’indagine, diffusi in forma anonima e aggregata – spiega ancora la nota – potranno essere utilizzati anche per altri studi scientifici e per l’analisi comparata con altri Paesi europei”. Le persone selezionate saranno contattate al telefono dai centri regionali della Croce Rossa Italiana per fissare, in uno dei laboratori selezionati, un appuntamento per il prelievo del sangue. Potrà essere eseguito anche a domicilio se il soggetto è fragile o vulnerabile. Al momento del contatto verrà anche chiesto di rispondere a uno specifico questionario predisposto da Istat, in accordo con il Comitato tecnico scientifico. La Regione comunicherà l’esito dell’esame a ciascun partecipante residente nel territorio. In caso di diagnosi positiva, l’interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità.

Ministero della Giustizia, Bonafede sceglie Piccirillo come capo di Gabinetto

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Piccirillo_Raffaele_FG

Alfonso Bonafede ha chiesto al Csm il collocamento fuori ruolo del sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Raffaele Piccirillo, per destinarlo al ruolo di capo di Gabinetto del ministero della Giustizia. Raffaele Piccirillo entra in magistratura nel 1994 e prende servizio al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Dal 2008 al 2013 è giudice delle indagini preliminari a Napoli, dove si occupa anche di formazione dei magistrati ordinari del distretto di Corte d’Appello di Napoli, area penale. Poi l’incarico alla Corte di Cassazione come magistrato addetto all’ufficio del Massimario. Dal settembre 2014 al giugno 2018 è stato Direttore generale della giustizia penale al ministero della Giustizia e poi Capo del Dipartimento per gli affari di giustizia. Ha inoltre ricoperto il ruolo di responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, curando, tra l’altro, l’elaborazione del codice di comportamento dei dipendenti e del Piano triennale anticorruzione 2018-2020, e per oltre un anno ha retto la Direzione generale dell’Ufficio centrale degli Archivi notarili.

Coronavirus, Boccia: “Se avanti così non riapriamo mobilità fra Regioni”

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Coronavirus in Italy: phase 2

Non siamo sorpresi per quel è accaduto in questo fine settimana. Ma se è comprensibile e umano, dopo due mesi, uscire di casa, non dobbiamo dimenticare che siamo ancora dentro il Covid 19 e dunque chi alimenta una movida sta tradendo i sacrifici fatti da di milioni di italiani”. Lo dice, in un’intervista alla Stampa, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. “A fine settimana – spiega – il Consiglio dei ministri farà le sue valutazioni in base al numero dei contagi. E per lo ‘sblocco’ della mobilità tra Regioni, faremo le nostre valutazioni: non è detto, ma potrebbe diventare inevitabile prendere tutto il tempo che serve”. “La maggioranza dei cittadini – osserva Boccia – rispetta le regole ed è indignata per i comportamenti di poche persone. Sinora abbiamo usato il metodo del bastone e della carota: sembra aver funzionato”. E gli assistenti civici, aggiunge, saranno “migliaia di persone in strada per ricordare a tutti le regole della nostra convivenza”.

Coronavirus, Fontana: “Zero morti in Lombardia è un dato da prendere con le pinze”. Diminuiscono, comunque, i contagi

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La cosa che mi rasserena è il numero dei nuovi contagiati che sta diminuendo. Quello dei decessi zero è un dato che andrà preso con le pinze, nel senso che purtroppo la domenica è un giorno durante il quale la comunicazione non è sempre precisa e perfetta, a volte arrivano in ritardo. E’ sicuramente molto positivo come dato, però non illudiamoci che sia finita”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. I dati “sono assolutamente ufficiali”, ha confermato il governatore. I dati “sono assolutamente ufficiali – ha ribadito – ieri sicuramente zero decessi ed è una cosa positiva, è un trend che sta continuando. Però non illudiamoci che adesso sia finito il numero di morti”. “E’ possibile, io me lo auguro, non voglio distribuire troppo entusiasmo perché negli ultimi giorni abbiamo assistito a movida e assembramenti che sono un po’ preoccupanti. Non vorrei che questi ulteriori dati creassero eccessivo entusiasmo”, ha concluso.

Taurianova, reddito di cittadinanza a moglie boss: scoperta dei carabinieri. Tra i furbetti anche lavoratori in nero

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carabinieri

Il marito, boss della ‘ndrangheta, è in carcere ristretto da sei anni in regime di 41 bis con una condanna definitiva per associazione mafiosa da scontare ma lei percepiva il reddito di cittadinanza. Accade a Taurianova, nel Reggino, dove i carabinieri, coordinati dalla Procura di Palmi diretta dal Procuratore Ottavio Sferlazza, hanno scoperto 18 “furbetti” che usufruivano del sussidio pur non avendone diritto. L’erogazione, che ha provocato un danno erariale di 50 mila euro è stata subito interrotta dall’Inps. La consorte del boss aveva dimenticato di segnalare che nel suo nucleo famigliare era presente il marito ma nelle maglie dei militari della Compagnia di Taurianova sono finiti anche cittadini che lavoravano in nero, pur intascando il reddito,in bar, ristoranti o in cantieri, ma anche un gestore di una officina meccanica abusiva, con diverse auto in attesa e un parrucchiere che intascava il beneficio pur lavorando regolarmente anche se aveva formalmente chiuso l’attività 4 anni fa.

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