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Covid-19

Salute, il bollettino del Ministero di sabato 27

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Sono 12.877 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore

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Campania, il bollettino di venerdì 29 novembre

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Deutschland, wachsende Angst vor Covid-19-Boom in überfluteten Gebieten

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Die Angst vor einem Covid-19-Infektionsboom in überschwemmten Gebieten in Westdeutschland wächst. “Im Moment finden sich viele Menschen auf engstem Raum zusammen, um die Krise zu bewältigen. Wir müssen aufpassen, dass die Katastrophenbekämpfung nicht zu einem Großereignis der Virenausbreitung wird”, sagte David Freichel vom Covid-Kommunikationszentrum der rheinland-pfälzischen Landesregierung im Redaktionsnetzwerk Deutschland gegenüber den Medien.

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Covid-19, il bollettino della Campania

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Come di consueto la Protezione Civile della Regione Campania ha diramato il bollettino relativo all’andamento epidemico da Covid-19 per la giornata di oggi, 19 Gennaio. 651 nuovi positivi di cui 30 sintomatici e 536 asintomatici. Nei positivi del giorno ci sono 85 unità risultate tali con test antigienici. I guariti del giorno sono 1.399, mentre 34 sono i decessi. Di questi 16 nelle ultime 48 ore e 18 precedenti ma registrati solo ieri. Il report sui posti letto regionali: sono 97 quelli occupati in terapia intensiva su 656 disponibili. 1468 quelli di degenza ordinaria su 3160 disponibili.

Farmaci anti Covid-19 cinesi venduti illegalmente a Napoli: il sequestro

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Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sottoposto a sequestro a Napoli, nel quartiere Gianturco, 144 confezioni di farmaci provenienti dalla Cina “spacciati” come cura anti-Covid. In particolare, i finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano Napoli hanno rinvenuto nel negozio di un parrucchiere di origine cinese le 144 confezioni contenenti complessivamente 3.456 pillole commercializzate senza alcuna autorizzazione e con istruzioni e scritte esclusivamente in lingua cinese. I presidi medici sono stati sequestrati e il responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per commercializzazione e somministrazione abusiva di medicinali privi di autorizzazione. Non è possibile commercializzare e far circolare in Italia nessun tipo di medicinale senza l’approvazione dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, che conduce tutta una serie di test, seguendo vari step, al fine di compiere delle valutazioni chimiche, farmaceutiche, biologiche e tossicologiche con l’obiettivo di testare l’efficacia e la pericolosità del farmaco. Il risultato rientra nell’ambito del piano di intensificazione dei controlli anticontraffazione e sulla sicurezza prodotti disposto in questi giorni dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli.

Covid-19, il bollettino nazionale: 39811 i nuovi positivi

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Non arrivano buone notizie dall’ultimo bollettino diffuso dalla Protezione civile dal ministero della Salute. Oggi i nuovi contagiati da Covid-19 sono +39.811. Nelle ultime 24 ore sono state registrate +425 vittime. Il totale dei decessi, dall’inizio della pandemia, ha raggiunto quota 41.063 mentre i casi totali sono 902.490. In terapia intensiva sono ricoverati 2.634 pazienti (+119, ieri 2.515 in tutta Italia), nei reparti ordinari, invece, ci sono 25.109 persone (+1.104, ieri 24.005).

L’incremento di tamponi nelle ultime 24 ore è stato di +231.673 contro i +234.245 di ieri (il giorno prima +219.884) per un totale di 17.183.569 tamponi effettuati dall’inizio del monitoraggio. Le regioni con più contagi sono Lombardia (+11.489), Piemonte (+4.437) e Campania (+4.309). La Regione Emilia Romagna ha fatto sapere che, in seguito a una verifica sui dati comunicati nei giorni passati, è stato eliminato un caso in quanto giudicato “non caso Covid”. La Regione Abruzzo, invece, ha comunicato che, dal totale dei casi positivi, è stato eliminato un caso in quanto duplicato.

Lettera di uno che sa di non sapere

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Chi vi scrive ha avuto la fortuna di viverli gli ospedali.

E la fortuna sta nel fatto che ho potuto apprezzare la grandezza umana dei medici e degli infermieri, che non finirò mai di ringraziare. Ho sempre pensato che fare il medico, così come l’insegnante, fosse una missione. Devi sacrificare la tua vita per un messaggio, per una causa che ritieni giusta. Tanto di cappello. Ho potuto constatare l’umanità che si cela dietro gli occhi di quelle persone che ti portano in una sala operatoria, senza sapere come saresti uscito. Nelle varie notti tra le mura bianche ho ascoltato il silenzio che sussurrava la propria incolumità ad un altare che non esisteva. Il clima era assopito: sembrava esserci quiete – quiete ovunque – e i secondi diventavano ore, specie quando guardavo fuori quella maledetta porta, immaginando cosa stesse accadendo ad altre persone. E nella mia fortuna la dea bendata ha avuto pietas. Non sono qui a cercare attenzioni e nemmeno altrui compassione. Voglio soltanto che ci si renda conto.

Parlavo di pietas, un sentimento a mo’ di vela spiegata ad un vento del mai più. Ognuno a curare il proprio orticello, fino a quando quel maledetto uragano colpirà. E state certi che arriva la tempesta. Siamo particelle di un mondo che non è nostro. Memento. E quando la tempesta arriverà, sarà “échec et mat“. A febbraio ho potuto scrutare nei volti delle persone paura e ansia: si affrontava un qualcosa di profondamente sconosciuto ed è normale che il primo impatto sia una leggera carezza. Hai bisogno di prendere fiducia con le cose, di osservarle e viverle. Abbiamo vissuto mesi difficili, senza ombra di dubbio, ma, allo stesso tempo, non abbiamo imparato assolutamente nulla. Marzo e compagnia dovevano essere i mesi della riflessione, i mesi nei quali ricongiungersi con la propria essenza. D’altronde viviamo nel paese delle polemiche. Siamo una repubblica fondata sulle polemiche.

Quelle stesse polemiche che ci portano a considerare libertà fare ciò che si vuole, fregandosene di ciò che accade nel mondo. Ho sempre avuto una sensibilità particolare nell’affrontare gli eventi mondiali: mi sono sempre chiesto “e se ci fossi io? E se fossi stato io al loro posto?”. Chiaramente non esistono risposte, ma solo sguardi verso un orizzonte che, maestoso, di risposte non ne ha. E allora pensiamo alle vite degli altri. Cosa sarebbe questa famigerata libertà? “Signora libertà, signorina anarchia“, cantava Fabrizio De Andrè. “Se ti tagliassero a pezzetti”, il mio brano. Ho sempre pensato che la libertà più grande fosse quella del confronto, del dialogo, dei pensieri diversi. Ed ho sempre pensato che, per bene e amore della stessa, si dovesse progredire e mai accontentare. Un percorso senza fine scritta. Un labirinto dei sè. Ed allora quella stessa libertà – che io amo – diviene cenere e ombra, diviene rispetto per l’altrui.

Vorrei un mondo che pensasse meno al proprio orticello e più ad un’idea immensamente utopica e grande. Vorrei che l’umanità non si fosse fermata e persa nei meandri d’un sogno. Ho visto Napoli, Firenze, Milano, ribellarsi ad un possibile nuovo stop. Ho visto quegli stessi imbecilli distruggere ciò per cui “combattevano”. Ed è lì, in quell’istante, che la famigerata libertà ha chiuso il sipario ed è andata via. Per sempre. Ho visto il cielo rossastro voltare le spalle ad un popolo che combatte una guerra sbagliata. Ed ho capito che a Marzo non abbiamo imparato assolutamente nulla. Ho capito che le bare di Bergamo saranno sempre poche agli occhi del menefreghismo, del pressappochismo e del qualunquismo altrui. È importante dare da bere al proprio orticello. Infimo. Banale. Ed ho visto le immagini di pazienti a terra negli ospedali, gettati come fossero l’ultimo dei rifiuti. Dove sarebbe la vostra famigerata libertà?

Non voglio fare morali, non ne sarei in grado e non ne avrei il diritto. Voglio soltanto che ci sia rispetto per la salute degli altri. Voglio che ci sia un qualcosa ancora in cui credere. E non voglio la fede. Non avrei tempo per dei e altri invitati. Ho visto gente esultare per un colore. Ed anche lì si è fermata la libertà: siamo tutti coinvolti, è un qualcosa più grande di noi. Siamo stati capaci di ridurla all’osso. Per un drink e per un po’ di svago. Non siamo capaci di fermare questo scempio, ma siamo bravi a metterci sui divani ed urlare come scimmie che è colpa di quello o dell’altro. Non siamo mai bravi a prenderci delle responsabilità: perchè, parliamoci chiaro, non sappiamo nemmeno cosa sia il coraggio. Sempre troppo attenti a mettere foto sui social di quanto sia bello il mare e di quanto sia assolutamente vitale fare feste per matrimoni, lauree e compleanni. Non siamo mai attenti agli altri, alle ombre che si nascondono dietro un viso, ai dolori di chi ci passa vicino e ci sorride. Siamo sempre troppo bravi a far fiorire quel nostro maledetto orticello. Di fango e nulla. Per non vedere più quelle immagini di Torino, per combattere questo uragano, servirebbe un minimo. Una minuscola parte infinitesimale, cioè quel che siamo e saremo per sempre. Uno schizzo di un quadro mai finito. Quell’uragano è vicino, pronto a ritornare. Ed ogni orticello verrà spazzato via, dimenticato. E il solo pensiero di dimenticare una vita perchè meno importante è roba che mi fa rabbrividire. Ed io chi sarei per scegliere la morte di uno o dell’altro? Chi mi ha dato questo diritto di poter scegliere? La mia ribellione? A cosa? Ad un minuscolo virus che ci ha lacerato e continua a farci sanguinare? Non ho mai capito la gerarchia delle vite. D’altronde chi vi parla si è ribellato ad una sola cosa nella vita: la vita stessa. Ho bisogno del mio monologo, le lancette corrono. Voglio lacerare anche io, il tempo e quello scorrere. Non ho bisogno di gridare: la mia è solo una sussurrata preghiera.

D’altronde io so di non sapere nulla. Tant’è: queste parole non cambieranno il mondo e nemmeno una minuscola parte di esso. Spero possano solo lasciare un segno e aiutare: c’è ancora spazio per un briciolo d’umanità.

Francesco Antonio Ricciardi

Napoli, il Cardarelli apre un ospedale da campo per il Covid-19

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Il Cardarelli di Napoli sta mettendo su un ospedale da campo al posto del parcheggio. La croce rossa sta operando in questa ore per allestire il nuovo impianto in 24h. La struttura accoglierà venti nuovi posti letto per l’emergenza Covid-19.

Covid-19, il bollettino nazionale: 21273 casi

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Uscito da pochi minuti il bollettino nazionale dei nuovi contagi da Covid-19: sono 21273 i nuovi casi con 161880 tamponi processati. 128 i deceduti.

Massa Lubrense, chiuso istituto causa Covid

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Il sindaco di Massa Lubrense, Lorenzo Balducelli, ha annunciato la chiusura dell’Istituto Pulcarelli a causa di due positività al Covid-19. I due contagiati sono bambini di tre e sei anni dello stesso nucleo familiare.

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