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Lavoro: ancora da recuperare 270mila posti persi per il Covid

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“Rimane ancora ampio il divario tra i contratti di lavoro attivati dall’inizio della pandemia e quelli che si stima sarebbero stati osservati in assenza della crisi Covid-19, circa -270.000”. E’ quanto scrivono nella nota congiunta il Ministero del Lavoro e della Banca d’Italia che registra un rafforzamento della dinamica occupazione.

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Ocse: “Covid ha bruciato 114 mln posti di lavoro”

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Secondo le proiezioni, nei Paesi dell’Ocse, la ripresa dei livelli occupazionali pre-pandemia non sarà raggiunta entro la fine del 2022.  Ma il coronavirus ha anche “accentuato le divisioni economiche e sociali”.  L’Ocse conclude tuttavia su una nota di ottimismo per il futuro.

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Dalla zona rossa alla zona bianca: la mappa delle regioni in cui è più pericoloso lavorare

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Con i numeri assoluti la Lombardia, come già detto, è la regione in cui si conta il maggior numero di vittime in occasione di lavoro a causa dell’elevato numero di lavoratori. Da gennaio a maggio 2021, in Lombardia si sono registrati 43 decessi. Seguono: Campania (38), Lazio (36), Piemonte (33), Puglia (31), Emilia Romagna e Veneto (28), Abruzzo (21), Toscana (20), Sicilia (17), Molise, Tentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (10), Calabria e Umbria (8), Basilicata (6), Liguria e Marche (5), Sardegna (4), Valle D’Aosta (1).

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Infortuni sul lavoro in Campania, UGL: “Basta alle morti bianche, serve più prevenzione”

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L’UGL Campania vuole trovare delle soluzioni concrete insieme al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a sostegno dei lavoratori e delle imprese per arginare il fenomeno delle cosiddette “morti bianche” sul lavoro.  A livello nazionale i dati Inail hanno evidenziato che nel primo quadrimestre del 2021 ci sono stati 306 morti sul lavoro, con un incremento del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2020. In Campania, nel corso del primo quadrimestre 2021 si è registrata una crescita pari al 30,4% con 30 casi di infortuni mortali rispetto al primo quadrimestre 2020.

 Secondo Maria Rosaria Pugliese, Segretario Regionale UGL Campania: “Occorre gettare le basi per divulgare una maggiore cultura della sicurezza sul lavoro, fatta di prevenzione, igiene e salute. In tal senso, è opportuno attivare la costituzione di una Agenzia Regionale per la Prevenzione Igiene e Sicurezza che garantisca un’azione efficiente ed efficace. È altresì necessario – continua – realizzare con la collaborazione del Sistema Nazionale per la Prevenzione (SINP), il Coordinamento Regionale delle Banche Dati (Inps; Inail; Istat; Ministero del Lavoro; Ministero della Salute), l’accesso unificato delle banche dati, quale strumento indispensabile su cui basare i processi di valutazione, volto alla pianificazione degli interventi che rispondano ai criteri di efficacia, efficienza, pertinenza e sostenibilità”.

Per il Segretario Regionale UGL: “E’ opportuno attivare i Comitati regionali di coordinamento, promuovere corsi di formazione e addestramento sulla Prevenzione, Igiene, Salute e Sicurezza, anche nelle scuole. Infine, incentivare la messa a punto di un Progetto Nazionale sul monitoraggio, controllo e valutazione dell’applicazione del D.Lgs. 81/08”.

Novità sul fronte Lavoro. Orlando, “A luglio al via riforma ammortizzatori”

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La riforma degli ammortizzatori sociali sarà pronta per i primi di luglio, ma servirà un confronto il Mef per le risorse“. L’annuncio dal ministro del Lavoro Andrea Orlando in un’intervista alla Stampa.

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Allarme da Bombardieri: “Posti a rischio tra 500.000 e due milioni”

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“Il range dei posti a rischio alla fine del blocco dei licenziamenti dal primo luglio va da 500.000 a 2 milioni” – ha dichiarato il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri parlando di “bomba sociale” se non si farà, prima della fine del blocco dei licenziamenti, la riforma degli ammortizzatori sociali.

“Ci aspettiamo una situazione molto complicata – afferma – Bankitalia dice che le persone sicuramente a rischio sono oltre 500.000. I nostri dati parlano di una platea due milioni. Il range è tra i 500.000 e i due milioni. Bisogna dare una risposta ai lavoratori per non far scoppiare una bomba sociale”.

Covid e Infortuni sul lavoro:”600 Vittime in 16 mesi di pandemia”

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“In 16 mesi di pandemia il bilancio delle vittime sul lavoro per Covid-19 cresce ancora. E, purtroppo, da gennaio 2020 ad aprile 2021 si contano 600 decessi. Ancora 49 vittime che si aggiungono a quelle rilevate a fine marzo 2021; e non va meglio sul fronte delle denunce di infortunio per Covid arrivate a 171.804: +3,8 per cento rispetto a marzo”.

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Campania, De Luca:” Noi siamo impegnati a garantire il lavoro a questi duemila giovani“

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Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha illustrato il programma di sviluppo per la Campania durante la consueta diretta Facebook.

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Save the Children shock: “Nell’anno del Covid in Italia 96mila mamme hanno perso il lavoro”

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L’ultima denuncia di Save the Children evidenza come le mamme con figli minorenni in Italia sono poco più di 6 milioni e, nell’anno della pandemia, molte di loro sono state penalizzate nel mercato del lavoro, a causa del carico di lavoro domestico e di cura che hanno dovuto sostenere durante i periodi di chiusura dei servizi per l’infanzia e delle scuole. Su 249mila donne che nel corso del 2020 hanno perso il lavoro, ben 96mila sono mamme con figli minori.

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Crisi e Covid: rabbia e mobilitazione dei lavoratori

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I leader della Cgil Landini, Luigi Sbarra per la Cisl e Pierpaolo Bombardieri per la Uil, hanno richiesto  a gran voce un piano per utilizzare i miliardi in arrivo dall’Europa così come sulle riforme, dal fisco alle priorità per l’emergenza lavoro: ammortizzatori sociali e politiche attive.

“Non si cambia il Paese senza il coinvolgimento del mondo del lavoro“, avverte Landini, aggiug dal Governo “ci aspettiamo finalmente delle risposte concrete, vogliamo batterci per questi obiettivi”. Il segretario generale della Cgil parla dalla Ast di Terni, simbolo “dell’unità dei lavoratori e di una città” per difendere l’acciaieria e avverte “sono i lavoratori ad aver permesso di poter oggi ragionare, nel Paese, sull’uscita dalla pandemia. Non sarebbe stato possibile senza il lavoro, anche quello più umile. E con tutto quello che hanno fatto adesso possono essere licenziati? Non funziona così”.

Dai tre luoghi simbolo scelti per le manifestazioni unitarie i leader dei sindacati confederali avvertono: i lavoratori hanno salvato il Paese, non è il momento di sbloccare i licenziamenti impediti dalle misure di emergenza per la crisi innescata dalla pandemia

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