Nuova legge elettorale, ecco quanti parlamentari verrebbero eletti se passasse l’emendamento sulle preferenze. All’interno il pdf completo di Youtrend con la nuova scheda elettorale

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ROMA – Carlo Tarallo – Preferenze sì, preferenze no, preferenze forse: tra i nodi irrisolti dello Stabilicum, la nuova legge elettorale in discussione da domani alla Camera, questo argomento è forse il più divisivo all’interno della stessa maggioranza, con Lega e Forza Italia nettamente contrarie.

Il testo base della riforma non le prevede: i parlamentari sarebbero eletti secondo l’ordine di lista stabilito dai partiti, con l’eccezione dei seggi assegnati attraverso il listino premio in caso di vittoria della coalizione.

Una soluzione che non convince Fratelli d’Italia, che ha presentato, insieme a Noi Moderati e all’Udc, un emendamento per introdurle, almeno in parte: la soluzione di compromesso su cui il partito di Giorgia Meloni punta è quella di mantenere bloccato solo il capolista di ciascuna lista, lasciando che gli eletti successivi siano determinati dalle preferenze ricevute.

Un meccanismo ibrido, già sperimentato in altri sistemi proporzionali europei, che preserva la capacità dei partiti di garantire l’elezione dei propri candidati di punta, restituendo però agli elettori una voce sulla composizione del gruppo parlamentare.

Le elaborazioni di Youtrend, basate su 3.000 simulazioni probabilistiche per ciascuna Camera, mostrano che con questo sistema l’impatto delle preferenze dipenderebbe dalla dimensione del partito. Per una lista che si attesta intorno al 10% dei voti, la quota di eletti con preferenze sarebbe marginale (circa il 5%).

Ma già al 20%, percentuale alla portata di Fratelli d’Italia e del Partito Democratico secondo i sondaggi attuali, la quota salirebbe al 33,7% alla Camera e al 27,0% al Senato. Per un partito che raggiungesse il 30%, circa la metà dei parlamentari sarebbe eletta con le preferenze (54,7% alla Camera, 50,1% al Senato).