SCENARI / De Luca sta fregando tutti, compreso il centrodestra: alla fine si troverà alla testa di 12-15 consiglieri regionali e…

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NAPOLI Antonio Arricale – La partita vera e propria non è ancora iniziata, ma già promette di essere un thriller politico degno dei maestri della suspense.

Il 25 ottobre – tra dieci giorni – si presenteranno le liste per le elezioni regionali in Campania. Al momento la scena è dominata dal valzer delle candidature: chi si candida, dove e con chi. Tutti gli occhi, però, sono puntati sugli ex consiglieri regionali più fedeli a Vincenzo De Luca, che stanno via via trovando collocazione nelle varie liste. Poco importa se in formazioni di destra.

Anzi, la disinvoltura con cui si attraversano i confini politici, più che un semplice atto di trasformismo, lascia intravedere un disegno preciso. E chi può averlo orchestrato, se non lo stesso De Luca? Il governatore uscente, escluso dal suo stesso partito – il Pd – per il terzo mandato e bloccato poi anche dalla Corte Costituzionale, non sembra disposto ad arrendersi.

In sostanza, De Luca sta fregando tutti. Anche il centrodestra.
Secondo i calcoli di chi conosce bene le dinamiche regionali, il presidente uscente potrebbe ritrovarsi in Consiglio con una pattuglia personale di 12-15 consiglieri, pronti a muoversi al suo comando.

Vediamo come.

De Luca presenterà una lista propria, “A Testa Alta”, in tutte e cinque le circoscrizioni. Soltanto a Caserta, accreditata di almeno quattro seggi. Qui, infatti, gli uscenti Giovanni Zannini, Vincenzo Santangelo, Gennaro Oliviero, Maria Luigia Iodice e Salvatore Aversano – tutti deluchiani di ferro – stanno trovando nuovi “pullman” per Santa Lucia, senza troppi scrupoli sul colore politico della compagnia di trasporto.

I quali, una volta rieletti, torneranno alla “casa del padre”, cioè da De Luca. Solo da Caserta, dunque, il governatore potrebbe incassare: Oliviero con “A Testa Alta”, Iodice con i Riformisti, e altri due provenienti dal fronte destro (Zannini e Santangelo).
Il quadro si completa con un eletto del M5S, uno del Pd, uno della Lega (siamo a sette) e l’ottavo della “lista del presidente”, che sia Fico o Cirielli. Gli altri – i cosiddetti portatori d’acqua – si accontenteranno, presumibilmente, di qualche promessa di nomina in un cda.

Attenzione, ora. Nel nuovo Consiglio regionale, la maggioranza potrebbe contare su 30 consiglieri contro 20 di opposizione (o, nello scenario peggiore) 27 contro 23. In ogni caso, con una dote di 12-15 consiglieri personali, De Luca si ritroverebbe a essere l’ago della bilancia. Basterebbe, cioè, la sua mossa per far cadere il nuovo presidente attraverso una mozione di sfiducia (articolo 52 dello Statuto regionale), provocare lo scioglimento anticipato del Consiglio e tornare di nuovo in pista. A vita.

Nelle foto, in alto da sinistra: Vincenzo De Luca, Gianpiero Zinzi, Gimmi Cangiano, Gennaro Oliviero. In basso, da sinistra: Maria Luigia Iodice, Giovanni Zannini, Vincenzo Santangelo e Edmondo Cirielli