Esodo dai campi rom di Scampia per controllare traffico di droga una volta in mano ai Casalesi

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CASTEL VOLTURNO – Emergono nuovi particolari sugli arresti eseguiti ieri tra esponenti di una famiglia di etnia rom. Dalle indagini è emerso che il gruppo voleva “prendersi” lentamente il territorio, occupandolo con traffici illeciti, e sfidando apertamente le istituzioni, come ai tempi in cui comandavano i clan di camorra. I reati contestati dagli inquirenti sono spaccio di droga, in particolare crack, cocaina, eroina ed hashish – almeno 400 le cessioni di doga accertate – ed eseguite dai carabinieri del reparto Territoriale di Mondragone; agli indagati si è contestato anche l’uso di armi.

la comunità rom è stata protagonista di un vero e proprio esodo, più volte denunciato dal Procuratore Pierpaolo Bruni, dai campi del napoletano, in particolare da quello di Scampia, alle zone del casertano. In queste località si stanno ricreando quelle situazioni di illegalità che riportano indietro le lancette e sembravano superate con l’arresto di esponenti dei clan locali. “Proprio per evitare che certe zone del Casertano ritornino agli anni 90, quando i clan comandavano il territorio – ha spiegato nel corso della conferenza stampa convocata in Procura il comandante dei Carabinieri di Caserta Manuel Scarso – abbiamo intensificato i controlli e siamo intervenuti non appena abbiamo riscontrato la presenza sempre più invasiva a Pescopagano. Peraltro i rom arrestati hanno dimostrato di volerci sfidare apertamente, realizzando un ghetto in cui avrebbero potuto gestire i loro affari illeciti; noi però abbiamo scardinato questa concreta intenzione”.