Clan dei Casalesi, respinto il ricorso del boss Zagaria contro la proroga del 41bis

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CASAL DI PRINCIPE – Il gruppo criminale che fa capo a Michele Zagaria è ancora operativo. A ribadirlo è stata la settima sezione della Corte di Cassazione nel rigettare il ricorso del boss contro la proroga del 41bis.

La Cassazione ha dunque confermato il provvedimento del tribunale di Sorveglianza che aveva ribadito l’elevatissimo spessore criminale del capoclan.

Zagaria, oltre a essere il capo del clan dei Casalesi, viene considerato il “re del cemento” a livello nazionale. I suoi interessi, negli appalti pubblici e privati, partono dalla Campania per estendersi fino al Lazio, la Toscana, l’Umbria, l’Abruzzo, la Lombardia e, in particolare, l’Emilia-Romagna. Zagaria ha dimostrato di riuscire a egemonizzare anche il territorio delle ‘ndrine calabresi, portandovi alte quantità di cemento.

Zagaria fu scovato all’interno di un bunker di cemento armato, costruito sotto un’abitazione in vico Mascagni, a Casapesenna. Le indagini erano coordinate da un pool di magistrati della Dda di Napoli. Le prime parole verso il procuratore, della ex primula rossa, dopo la cattura, furono: «Avete gridato voi lo Stato ha vinto? Lo avete detto voi? Lo Stato vince sempre”.