Casalesi in Veneto: condanne per 265 anni in Appello

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CASAL DI PRINCIPE – Ad Eraclea la camorra impose i propri business. Ieri le condanne in Appello e a Luciano Donadio sono stati comminati 30 anni di reclusione, come richiesto dai pubblici ministeri Roberto Terzo e Federica Baccaglini e dal procuratore generale Fabrizio Celenza.

Per il braccio destro Raffaele Buonanno la pena sale da 19 anni a 29 anni e 10 mesi. Per l’ex sindaco di Eraclea, Mirco Mestre viene invece confermata l’assoluzione. La condanna per 37 imputati è di 265 anni e 3 mesi di carcere, 48 anni in più rispetto ai 217 del primo grado.

La tesi della Procura è che per vent’anni ad Eraclea, Caorle e Jesolo, in Veneto, avesse spadroneggiato l’organizzazione camorristica con usura, rapine, ricettazioni, minacce, ritorsioni, spedizioni punitive di picchiatori nei confronti di oppositori e creditori, fatture false, possesso di armi, tentativi di controllare cantieri, appalti e di condizionare nel Comune di Eraclea l’approvazione di opere come l’impianto di biogas.

Confermate sei condanne di primo grado, mentre sono stati invece assolti cinque imputati tra cui nuovamente Mirco Mestre ed Emanuele Zamuner, cui si è aggiunto Claudio Donadio. Giovanni Gentilini e Renato Alberini, difensori della famiglia Donadio, annunciano il ricorso in Cassazione.

Alle parti civili, per i danni causati allo Stato, la Corte d’Appello ha riconosciuto 400mila euro in favore della Presidenza del Consiglio e 300mila del ministero dell’Interno; 400mila alla Regione Veneto, 250mila alla Città Metropolitana di Venezia e 300mila al Comune di Eraclea, 75mila euro tra le provvisionali ed altre voci per l’associazione «Libera contro le mafie», 20mila euro di provvisionale per la Cgil e altrettanti per la Cisl, più spese. Fra tre mesi le motivazioni. (Foto di repertorio)