Asi: dopo anni di gestione associata Graziano/Zannini, “U Russ” non rispetta più l’accordo politico e scarica Zannini, diventato unico lupo cattivo della storia

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CASERTA – L’Asi di Caserta, uno dei veri centri di potere della provincia, torna ufficialmente sotto l’orbita di Graziano con l’elezione della sindaca di Carinaro e presidente provinciale del Pd Annamaria Dell’Aprovitola, che è stata appunto eletta alla guida del Consorzio industriale.

Con Dell’Aprovitola — fedelissima dell’area Graziano-Villano — entrano nel direttivo Nicola Tamburrino, Francesco Di Virgilio e Giancarlo L’Arco. A completare l’esecutivo Giuseppe Buompane, ex deputato M5S e oggi uomo di raccordo utile a tenere insieme pezzi diversi del campo largo. Il centrodestra? Assente.

La verità è che Giovanni Zannini, oggi trasformato nel cattivo ufficiale della politica casertana, per anni è stato il più fedele alleato di Stefano Graziano. Anche quando “U Russ” sembrava politicamente finito, non eletto alle regionali e apparentemente fuori dai giochi, continuava a pesare eccome, grazie a Zannini, nelle nomine, nei cda, nelle partecipate, nei gangli veri del potere provinciale. Dunque, nella circostanza del rinnovo Asi – dicono i bene informati – ci stava un patto e tutti si sarebbero aspettato eguale trattamento. Ecco perché non è stata presentata altra lista.

E, invece, “u russo” ha fatto asso pigliatutto, abbandonando al suo amaro destino il vecchio alleato, lasciandolo anzi affogare, sotto il peso delle inchieste giudiziarie, degli attacchi dei giornali e del logoramento pubblico.

È proprio vero: gli ex alleati sono molto più pericolosi dei nemici.

Ma se – puta caso – Zannini dovesse convincersi di non avere più nulla da perdere? Se i “cinguettii” che oggi si sentono tra Pescocostanzo e i corridoi del potere dovessero diventare qualcosa di più di un amaro sfogo? Se – magari davanti a un magistrato o a qualche giornalista – l’uccellino arrivasse a spiegare come ha funzionato finora l’ambaradan?

Perché, in fondo, da che mondo è mondo, neanche è del tutto giusto che di certi equilibri politici, che per anni hanno governato il Casertano nell’ombra, sia ora il solo Zannini ad essere additato come il lupo cattivo della storia.

Insomma, ne vedremo e sapremo – si fa per dire – di belle? Ah, saperlo…