Il 7 settembre alle ore 10.15 verrà presentato all’hotel Excelsior del Lido di Venezia il cortometraggio La Campanella di Antonio Maria Castaldo che racconta la storia di Villa Bellavista che ha accolto gli orfani dei vigili del fuoco nel dopoguerra. Il docufilm è prodotto dal Dipartimento dei Vigili del fuoco in collaborazione con l’Istituto Luce.
Il lavoro rientra in un percorso di valorizzazione e tutela della storia dei Vigili del fuoco e arriva dopo Fuoco Sacro, che racconta mezzo secolo di storia italiana attraverso gli occhi e la voce dei vigili del fuoco presentato, fuori concorso, a Venezia nel 2020 e Sulle tracce del fuoco che narra la storia del Nucleo Investigativo Anticendi, entrambi disponibili su RaiPlay.
La Campanella, riporta alla luce la storia dell’istituto nazionale maschile per gli orfani figli dei vigili del fuoco di Borgo a Buggiano, in provincia di Pistoia, attraverso il ricordo e il racconto di chi in quel luogo è cresciuto. In 19 minuti due personaggi, un vigile del fuoco e un anziano, inizialmente estranei e lontani si incontreranno attratti dalla forza di un legame profondo che ha radici in un passato importante per entrambi.
Il Capo Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso Pubblico e delle Difesa Civile, Laura Lega sottolinea che: “nel raccontare i Vigili del fuoco ci si è resi conto che non si stava parlando solo del Corpo Nazionale, ma si stava narrando la storia Italiana del dopoguerra in un periodo in cui lo Stato si faceva genitore dei figli dei propri dipendenti rimasti orfani”.
La storia di quegli anni importanti per l’Italia sarà raccontata dallo storico Alessandro Barbero.
Il regista e vigile del fuoco Antonio Maria Castaldo: “mi sono reso conto, durante il lavoro di ricerca, che un’istituzione ha un futuro solo se è consapevole del proprio passato. Il suono della campanella che ancora scandisce la vita nelle nostre caserme, questa volta ci ha fatto riscoprire una storia che si stava perdendo nel silenzio dell’oblio”.
Alla presentazione parteciperà il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
COMUNICATO STAMPA