Vannacci dal palco della costituente le spara grosse: alza la posta per ottenere più che può dalla Meloni

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ROMA – È andata come previsto: la costituente del partito di Roberto Vannacci, stamattina a Roma, è stata una prova di forza nei confronti del centrodestra. Il generale, davanti a più di mille persone, lancia slogan trumpiani:

“Noi oggi rappresentiamo lo scarto e la feccia, e siamo orgogliosi di esserlo. In Parlamento abbiamo la sporca dozzina, fuori siamo i figli di nessuno e orgogliosissimi di esserlo”, poi il classico “l’Italia agli italiani”, ma non affonda i colpi contro il governo. Qualche frecciata a Forza Italia: “Il Ppe ha un asse in Europa con i socialdemocratici” e critiche di maniera all’esecutivo che “si allinea totalmente a sostenere la Commissione europea”, ma alla fine dei giochi nulla di particolarmente frizzante. Le critiche ai parlamentari di Fn da parte della Meloni? “Se il presidente del Consiglio ha una domanda da farmi la farà direttamente a me. In aula”, dice Vannacci, “si è rivolta alla sporca dozzina e al presidente del Consiglio ha replicato in maniera vibrante la sporca dozzina. Io al premier Meloni risponderò quando mi interpellerà”. Vuole la legittimazione politica, ovvero discutere direttamente con la premier, il generale. Non fa capire se ha intenzione di allearsi col centrodestra o no. C’è da scommettere che andrà avanti così per mesi e mesi. L’accordo dipenderà da quanta paura avrà la Meloni di perdere Palazzo Chigi: da questo dipenderà cosa sarà disposta a concedere a Vannacci in termini di seggi in parlamento e posti di governo.

Carlo Tarallo