SAN MARCO EVANGELISTA – Il gip Emilio Minio ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’omicidio di Stefano Margarita ucciso a 26 anni lo scorso 7 luglio con una coltellata e per il tentativo di omicidio di un 24enne.
Questa mattina l‘udienza di convalida, in cui Michele Carrozza ha risposto alle domande del giudice e in lacrime ha chiesto scusa, ma ha parlato di un vero e proprio agguato teso da almeno quattro persone. Ha visto aprire contemporaneamente tutte e quattro le portiere dell’auto. Gli aggressori hanno accerchiato il figlio Antonio con fare minaccioso. Lui, stando alla sua versione, è intervenuto per difendere Antonio e ha preso il coltello per liberarlo dalla stretta in cui si trovava. Ha vibrato solo due colpi, uno che purtroppo ha attinto Margarita agli organi vitali (si è in attesa della perizia autoptica), e l’altro che ha ferito il 24enne Milone.
I presunti aggressori avrebbero atteso Antonio Carozza sotto casa. La tesi del commando sarebbe confermata da un’intercettazione successiva ai fatti in cui l’indagato parla con quello che potrebbe essere il capo della banda e gli dice “ma che hai fatto, chi mi hai mandato?”. Il movente dell’aggressione è da fare risalire alla spartizione di una truffa ad anziani, parte in denaro e parte in monili. I due indagati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Stellato e Tommaso Giaquinto; per la Procura erà presente il sostituto procuratore Gerardina Cozzolino. (Nelle foto a sinistra Antonio e Michele Carozza e, a destra, Stefano Margarita)
Gmm