NAPOLI – “Credete in me ora che ho preso coscienza di quello che ho determinato, non sono un fenomeno”. Il giorno in cui è giunta la sentenza d’Appello che lo ha visto condannato, così come in primo grado, all’ergastolo, Francesco Pio Valda torna a parlare attraverso una lettera, l’ennesima, letta oggi nell’aula 318 del tribunale di Napoli dove davanti alla Corte di assise di Appello di Napoli si è celebrato il processo per l’omicidio del giovane pizzaiolo diciottenne Francesco Pio Maimone (nella foto).
La Corte di Assise di Appello di Napoli ha confermato la condanna all’ergastolo. Presenti in aula, alla lettura del dispositivo, Antonio e Tina Maimone, i genitori di Francesco Pio Maimone, che hanno accolto tra le lacrime la decisione del giudice.
La Corte di Assise di appello di Napoli ha confermato anche le condanne inflitte in primo grado a Pasquale Saiz, Giuseppina Niglio e Alessandra Clemente. Per Salvatore Mancini, invece, ha escluso l’aggravante mafiosa e rideterminando la pena a 2 anni e sei mesi.
In primo grado Alessandra Clemente, cugina di Valda, venne condannata a due anni e sei mesi. Giuseppina Niglio, la nonna di Valda, a quattro anni e sei mesi. Pasquale Saiz, a quattro anni come Mancini a cui oggi la Corte di Assise di Appello ha ridotto la pena.
Il baby boss Valda, invece, nella sua lettera si è rivolto ai giovani: “Non vado fiero di quello che ho fatto, non ho chiesto scusa perché non avevo il coraggio, non sono un fenomeno, la vita non va sprecata”.
E, infine, “uscite andate a divertirvi, credete in me ora che ho preso coscienza di quello che ho fatto”.
Parole vuote ed offensive, scritte da un assassino che ha fatto finta di redimersi a poche ore dal verdetto. Un lettera che, secondo noi, non andava neppure letta. Ha ucciso un 18enne senza una ragione. Speriamo che resti in carcere tutta la vita.