NAPOLI – Ottantacinque anni di carcere sono stati irrogati dal gup del tribunale di Napoli nel procedimento con il rito abbreviato nato dall’inchiesta coordinata dai pm Luca Monteverde e Luca Scorza Azzarà, su 45 truffe e 9 tentate) avvenute tra aprile 2022 e marzo 2024 per una cifra intorno ai 700 mila euro.
Sette anni sono stati inflitti ad Alberto Macor e cinque anni e otto mesi alla compagna Marica Mastroianni, che organizzavano il “lavoro” delle varie batterie. Tra gli indagati anche il fratello di Alberto, Marco Macor, che nel film Gomorra aveva interpretato l’amico di Ciro l’immortale.
Secondo gli investigatori dietro l’organizzazione ci sarebbe l’ombra della camorra. I due fratelli sono cugini di Giuseppe Macor, famiglia nota nel quartiere Forcella e che starebbe prendendo il posto dei Giuliano e Mazzarella. Il clan Macor aveva anche occupato a Napoli una chiesa abbandonata del ‘500 da cui era stata sfrattata soltanto nei mesi scorsi.
Le indagini partite da Genova ipotizzano che l’organizzazione che si occupava delle truffe versava una sorta di pizzo al clan. A corroborare l’ipotesi investigativa anche alcune intercettazioni. In una delle conversazioni captate uno dei Macor racconta di avere chiesto l’autorizzazione “a Peppe ‘o cinese per una stesa bianca per lavare un’offesa”. Il fascicolo era passato poi da Genova al tribunale di Napoli che nei giorni scorsi ha condannato l’organizzazione.