Torre Annunziata, al via la demolizione di Palazzo Fienga, uno dei simboli della camorra

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NAPOLI – Sono iniziati questa mattina a Torre Annunziata, alla presenza tra gli altri del vicepremier Matteo Salvini, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo e della presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo, del prefetto Michele Di Bari, del questore Maurizio Agricola, e del sindaco della Città metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi, lavori di demolizione di Palazzo Fienga, edificio tristemente noto per essere stato la roccaforte e il simbolo del potere del clan Gionta.

Originariamente residenza dell’alta borghesia industriale ottocentesca, l’edificio è diventato nel tempo un’icona del degrado e della criminalità organizzata locale.

La demolizione segna una svolta storica per la città, eliminando quello che per decenni è stato considerato il “Fortapasc” della camorra. Costruito nella seconda metà del XIX secolo, fu la dimora della famiglia Fienga, importanti industriali e proprietari terrieri. In passato, un’ala del palazzo ospitò una prestigiosa collezione di oltre 5.000 reperti archeologici e 25.000 monete, curata da Francesco Fienga. Dagli anni ’80 è diventato il quartier generale del clan Gionta. Qui vennero pianificati numerosi delitti, tra cui l’omicidio del giornalista Giancarlo Siani.

L’edificio è stato sgomberato nel gennaio 2015 e definitivamente confiscato dallo Stato nel settembre 2017. Al posto del palazzo sorgerà un nuovo spazio pubblico denominato “Piazza della Legalità”, che includerà un parco urbano con vista mare. Il progetto di riqualificazione, del valore di circa 12,3 milioni di euro, prevede anche la creazione di presìdi e uffici per le Forze di Polizia nell’area circostante. “Vorrei che Giancarlo potesse vedere attraverso i miei occhi quello che sta accadendo oggi qui”, ha commentato Paolo Siani, fratello del giornalista ucciso, “oggi cade un simbolo della camorra”.

“L’avvio dei lavori di demolizione di Palazzo Fienga a Torre Annunziata”, ha commentato sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, “per decenni la roccaforte logistica del clan camorristico Gionta, lancia un messaggio chiaro: i simboli del potere criminale possono e devono essere abbattuti. E, al loro posto, devono nascere luoghi di vita, comunità e legalità. Come accadrà anche in questo caso: dove c’era un luogo di illegalità, sopruso e violenza criminale sorgerà uno spazio pubblico per i cittadini. È questa la risposta dello Stato ad ogni mafia”. (Redazione Napoli)

Nella foto, uno scorcio di Palazzo Fienga