ROMA – “La Delibera 292 dell’Agcom approvata a chiusura dell’indagine conoscitiva sull’utilizzo dello standard Hybrid Broadcast Broadband TV (HbbTV) per la fornitura di servizi di media audiovisivi e radiofonici, tramite piattaforma digitale televisiva terrestre, ci trova perfettamente allineati con le considerazioni espresse in materia dalla stessa Autorità per le garanzie delle comunicazioni. Anzi, a dirla tutta, Primaset è stata addirittura antesignana, essendosi mossa in anticipo e con preveggenza proprio nel solco indicato dalla delibera”.
È quanto ha dichiarato Nicola Turco, editore di Primaset, alla luce dell’avvenuta pubblicazione della delibera. Infatti, per i canali nazionali del gruppo – Primaset 149 e NTR 264 – oltre che beneficiare delle autorizzazioni ministeriali relative al digitale terrestre, l’editore casertano ha compreso con largo anticipo il contenuto fortemente innovativo e, in un qualche modo, rivoluzionario legato alla possibilità di associare alle emittenti televisive la tecnologia Hbbtv (Hybrid broadcast broadband) che permette di percorrere strade nuove alla comunicazione ed in questo senso – come i nostri lettori sanno – si è mosso già da qualche tempo.
La delibera Agcom, infatti, dice chiaramente alcune cose solo apparentemente scontate e cioè che: 1) la TV tradizionale da sola non basta più; 2) HbbTV è un modo per farla diventare più moderna; 3) permette alla Tv tradizionale di vedere contenuti su Internet, rivedere programmi, avere più scelta, e addirittura vedere meglio (in Hd e 4K).
Ma la delibera, nel contempo, mette in guardia – anzi, bandisce definitivamente – quanti stanno facendo i “furbi”. Vale a dire, smaschera quanti, con un semplice numero del telecomando, portano – “fraudolentemente”, sarebbe il caso di dire – il teleascoltatore a confondere un normale canale Tv con un canale su Internet, di cui spesso gli utenti ignorano i contenuti.
Insomma – è questo il senso della delibera dell’Agcom – se l’Hbbtv è una grande opportunità, è altrettanto vero che essa va regolata subito per porre fine al caos e stoppare, anzi, l’elusione del dumping editoriale.
In altre parole, è la fine del Far West editoriale, una prateria in cui – grazie alle nuove tecnologie – i soliti furbetti pensavano di potere eludere le regole del digitale terrestre.