NAPOLI – La ndrangheta aveva messo una taglia di 120mila euro su Simone Bartiromo, arrestato nel luglio 2025, detenuto nel carcere di Tolmezzo, in provincia di Udine. La ‘ndrina Nirta-Strangio intendeva anche rapire la moglie per punirlo dello sgarro commesso.
L’esponente del clan della Vanella Grassi sarebbe stato responsabile della rapina di un carico di droga, risalente al marzo del 2023, destinato agli Amato Pagano e messa a segno ai danni della ndrangheta. E’ quanto emerso dalle indagini dei carabinieri e della Dda di Napoli che oggi hanno arrestato nove persone tra affiliati alla camorra e alla cosca calabrese Nirta Strangio. Avrebbe ideato la rapina del carico di droga inviato dalla ndrangheta al clan Amato Pagano perché aveva un debito da mezzo milione di euro, Simone Bartiromo che, per quella droga, 20 kg di cocaina, ha intascato 60mila euro. La droga, invece di finire nelle mani degli Amato Pagano, venne portata a Casavatore.
“Siamo preoccupati – ha detto nel corso di una conferenza stampa il procuratore di Napoli Nicola Gratteri – perché conosciamo il modo di pensare della ndrangheta e per questo abbiamo chiesto all’ideatore del colpo se vuole essere tutelato”.