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Notix dixit! Provincia di Salerno, Aliberti brinda: “Sono il più votato del centro destra e, in assoluto, il terzo fra tutti i partiti”

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SALERNO – “Desidero esprimere un ringraziamento sincero agli amministratori che, pur non avendo la tessera di Forza Italia, hanno scelto di sostenere con lealtà e coraggio questo percorso politico”.

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Martusciello e la Lega sponsorizzano il deluchiano Giosy Romano. Cirielli mette il veto. Iniziano le danze nel centrodestra campano

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NAPOLI Giosy Romano forse coagulerà il centro destra, quel che sappiamo per certo, però, è che è uomo di Vincenzo De Luca, per il quale – ricordiamo – presentò la lista alle Regionali incassando un buon risultato. Poi, guarda caso, venne nominato responsabile della Zona Economica Speciale (Zes) Campania.

Successivamente, incontra Fitto, che lo nomina responsabile della Zes unica per il Mezzogiorno. E votò alle Europee per Fratelli d’Italia.

Insomma, il tutto per dire che Romano viaggia politicamente a 360 gradi, tanto è vero che oggi è sponsorizzato anche da Forza Italia come dichiarato da Martusciello a Telese, e anche dalla Lega. Ma non da Fratelli d’Italia, ovviamente.

All’interno di FdI, infatti, il candidato è Edmondo Cirielli e non si schioda. Peraltro, il vice ministro ha posto anche un veto: sapendo o pensando, infatti, che non diventerà mai Presidente della Regione Campania, se lo potrebbe ritrovare candidato non soltanto alle politiche, ma vederselo addirittura dominus assoluto del partito regionale di Fratelli d’Italia.

A Martusciello – al solito – più che la politica piace fare il giamburrasca e rompere le uova nel paniere degli altri.

Nelle foto: Fulvio Martusciello, Vincenzo De Luca, Giosy Romano, Gianpiero Zinzi e Edmondo Cirielli.

Sanità in Campania, le bugie nascoste tra i dati delle classifiche

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L’EDITORIALE (a.a.) – Promossa. La Campania supera l’esame della verifica dei livelli di assistenza in sanità nell’area della Prevenzione, in quella Distrettuale e in quella Ospedaliera. Il Ministero della Salute ha reso noto, infatti, una sintesi dei risultati del monitoraggio dei LEA attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia per l’anno 2023.

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Zinzi risponde a muso duro all’esponente del M5S: “Ma Costa, da ministro, cosa ha fatto per Terra dei Fuochi?”

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 NAPOLI – “Ma Costa quali risultati ha ottenuto quand’era ministro?” Non ci va certo con mano leggera il capogruppo della Lega in Commissione Ambiente alla Camera e coordinatore del partito in Campania, Gianpiero Zinzi.

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Terzo mandato, De Luca non molla: conferenza stampa surreale del presidente della Regione

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L’EDITORIALE DI ANTONIO ARRICALE – “Vado avanti, la mia posizione non cambia”. Quanti si aspettavano dalla conferenza stampa indetta dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, reazioni eclatanti all’indomani dell’annunciata impugnativa del governo contro la legge elettorale recentemente approvata dal parlamentino del Centro direzionale, è rimasto sicuramente deluso.

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De Rosa, Di Monaco, la Provincia di Caserta e la storia della secchia rapita

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L’EDITORIALE DI ANTONIO ARRICALE – La vicenda della Provincia di Caserta mi ricorda un po’ la storia della secchia rapita. Non la ricordate? Ve la rammento.

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Regione Campania: il 2025 sarà l’anno della riconquista da parte del centro destra? Può darsi, a patto di non ripetere gli errori del passato: da Raia a D’Anna, passando per gli “impresentabili”

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NAPOLI (A.A.) – Pronti ai nastri di partenza. L’anno nuovo è appena cominciato e – com’era prevedibile – tra i partiti (e non) si cominciano a definire posizionamenti e strategie per la conquista o riconquista – dipende dai punti di vista – di Palazzo Santa Lucia.

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Le dimissioni di Ferraro fanno esplodere le contraddizioni in seno al Movimento 5 Stelle. Intanto Aversano cerca casa nella Lega?

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MADDALONI (Carlo Pace) – Le dimissioni del consigliere comunale Michele Ferraro dai Cinque Stelle riaccendono le polemiche in seno al Movimento, tanto più in vista delle prossime elezioni regionali su cui pesano, evidentemente, molte incognite.

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Bilancio di fine anno / Le classifiche che De Luca non conosce o finge di ignorare

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L’EDITORIALE di ANTONIO ARRICALE – Napoli al primo posto, davanti a Roma e Milano. Segue Caserta al quarto posto davanti a Brescia; quindi Palermo al sesto posto e Salerno al settimo, prima di Bari, Catania e Torino, che chiude la classifica delle top ten, e si trova ad appena un posto avanti a Reggio Calabria, che comunque sta avanti a Padova, Bergamo, Bologna, Venezia, Reggio Emilia, e via a seguire. Ad ogni modo, le cinque province della Campania sono tra le prime 44 posizioni.

Ovviamente, non si tratta della classifica delle città dove si vive meglio, né della classifica della ricchezza redatta ogni fine anno da importanti testate giornalistiche del settore economico, anche se – con riferimento all’imprenditorialità e, in un qualche modo, all’opulenza – qualcosa pure c’entra.  

Certo, c’è da strabuzzare gli occhi vedendo accostate, sulle punte delle prime tre dita della mano, la capitale del Mezzogiorno, Napoli, quella dell’economia, Milano, e la capitale politica, Roma. E fa sicuramente specie vedere ricompresa sulle altre due dita della mano la Leonessa d’Italia e la città della Reggia borbonica.

La classifica di cui si è detto, però, è quella relativa alla stima delle imprese presenti sul territorio e che sono potenzialmente connesse a contesti di criminalità organizzata. In altri termini, è la classifica delle città che presentano – con il rischio infiltrazione – il maggior numero di aziende mafiose.

La fonte della classifica – sgombriamo il campo da possibili equivoci – è del Centro studi della Cgia di Mestre. Come dire, un’associazione del profondo nord, dunque al di sopra di ogni sospetto. La classifica, peraltro, parte da un presupposto inquietante. E, cioè, se considerate come un “unicum”, con 40 miliardi di euro l’anno (l’equivalente di due punti di Pil) le attività ascrivibili a Camorra, Cosa nostra, Ndrangheta, Sacra corona Unita, Mafia nigeriana e organizzazioni criminali provenienti dall’Europa dell’est rappresentano la quarta industria del Paese. Si contendono, cioè, il fatturato con colossi come Eni (93,7 miliardi di euro), Enel (92,9 mld) e Gestore dei Servizi Energetici (55,1 mld). Di più, il giro di affari di queste mafie appare finanche sottostimato, dal momento che non è possibile misurare precisamente i proventi riconducibili all’infiltrazione di queste realtà nell’economia legale.

Da questa classifica si possono dedurre almeno due considerazioni. La prima: le mafie saranno anche un pernicioso fenomeno del Sud, ma è al Nord che trovano il terreno fertile per infiltrarsi e prosperare nell’economia legale. La seconda: il fatto di ritrovarsi in classifica vicino sia Milano che le città più ricche del Settentrione, non significa che il Sud benefici di questa ricchezza. Anzi. Gli effetti delle economie mafiose, infatti, sono diametralmente opposte al di qua del Garigliano. Qui, infatti, succhiano soprattutto linfa vitale dalla spesa pubblica, magari la stessa di cui mena vanto il governatore Vincenzo De Luca nella conferenza stampa di fine anno, e finiscono coll’immiserire e affossare ulteriormente quel poco di tessuto produttivo sano che ancora resiste.

Qualcuno, allora, lo ricordi allo Sceriffo: la differenza non la fa la quantità della spesa, che – come egli dice – da parte della Regione e della sua gestione è stata tanta, ma dalla qualità dell’erogazione dei corrispondenti servizi. Che, come tutti sanno, è stata poca. Anzi, inesistente.

Lega in Campania, parte la riorganizzazione per il radicamento sul territorio

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NAPOLI – È iniziata con il direttivo di ieri la fase di riorganizzazione della Lega Campania, per costruire una struttura sempre più capillare e forte sul territorio, alla presenza del vice segretario della Lega Claudio Durigon e del coordinatore regionale del partito Gianpiero Zinzi. Il capogruppo Severino Nappi e la presidente della commissione anticamorra in Regione Carmela Rescigno sono i nuovi vice coordinatori regionali del partito.

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