Riforma della Giustizia, l’Anm dei magistrati militari si schiera per il No
NAPOLI – “La comunanza ordinamentale e culturale tra giudice e pubblico ministero ha garantito, a lungo, che quest’ultimo non trascurasse i doveri del suo ufficio, deputato alla ricerca di quella stessa verità, che il giudice, per Costituzione, ha il compito di accertare. Separarli vuol dire allontanare il pubblico ministero dalla cultura del giudice e sottrarlo al controllo che, anche in sede disciplinare, l’approccio terzo del giudice può esercitare sulle derive accusatorie”. È quanto afferma in una nota l’Associazione nazionale magistrati militari che, dunque, si schiera per il No alla Riforma della Giustizia.