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“No ad altre cave”: a Valle di Maddaloni, cittadini sul piede di guerra in vista della Conferenza di servizi di domani sul progetto dei Caturano

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VALLE DI MADDALONI – (aa) Tra luglio e agosto alle pubbliche amministrazioni dovrebbe essere interdetto produrre atti amministrativi straordinari. Una convinzione assai diffusa, infatti, è che appunto durante il periodo estivo – quando l’attenzione dell’opinione pubblica è un po’ più allentata – alcune amministrazioni ne approfittino per adottare decisioni, come dire, non proprio popolari. E non accade soltanto in Provincia di Caserta dove, ormai, questo modus operandi è prassi (si segua, per esempio, il link https://www.notix.it/provincia-di-caserta-blitz-di-colombiano-e-zannini-per-rinnovo-dei-cda-di-gisec-terra-di-lavoro-e-innovazione-pubblicati-il-31-luglio-i-bandi-scadono-a-giorni/), anche se l’ente di via Lubich in un qualche modo c’entra sempre.

Domani, 5 agosto, infatti, si svolgerà la terza seduta della Conferenza dei servizi (le altre due si sono svolte il primo luglio ed il 15 luglio, sempre in periodo di massima canicola) sul Programma di dismissione e recupero ambientale della cava sita in località Provine Pioppi nei Comuni di Caserta e Valle di Maddaloni (CE), proposto da General Sindes Spa. E poi, a seguire, ce ne sarà un’altra – venerdì 7 agosto – “decisoria” che riguarda Cava Mineraria srl, stavolta in tenimento del comune di Caserta, ma praticamente alle spalle di quella precedente.

S’è capito: si parla di cave e, dunque, di attività estrattive che avrebbero dovuto essere bandite, su quel versante dei monti Tifatini, una volta per tutte e da sempre, considerato gli ingenti danni ambientali e alla salute dei residenti che hanno provocato.

Ovviamente, spiega l’avvocata Iolanda Coscia, nelle carte, per indorare la pillola, non si parla più di “cavare, ma di interventi di recupero ambientale, di sostenibilità, di ripristino e tante altre belle parole: parole, appunto, cui però nessuno crede più”.

E, infatti, al fine di scongiurare ulteriori scempi ai danni dei colli Tifanini – che peraltro fanno da cornice all’acquedotto Carolino ed, in particolare, ai monumentali “Ponti della Valle”, nel Comune di Valle di Maddaloni è stato costituito un Comitato di cui, appunto, l’avvocata Coscia è vice presidente e portavoce, guidato dalla segretaria della locale sezione del Pd, Grazia Bergantino, a cui hanno aderito tutta l’amministrazione comunale (lista civica), con il sindaco Buzzo in testa, la Pro loco, e tutte le associazioni (ambientaliste e non) presenti sul territorio.

Il cosiddetto “progetto di dismissione e recupero” è stato presentato da General Sidest Spa della famiglia Caturano di Maddaloni (amministratore unico è Aniello che divide la proprietà con Antonietta), e finora – tranne l’opposizione del Comune di Valle, del Comitato e in un qualche modo della Sovrintendenza che ha chiesto le carte per la definizione del regime vincolistico – non sembra aver incontrato particolare ostacolo né nell’amministrazione provinciale di Caserta (che sull’ambiente conserva la delega) né della commissione Ambiente della Regione, presieduta – come si sa – dal consigliere regionale Giovanni Zannini. Insomma, vuoi o non vuoi, sempre gli stessi.

Certo, in attesa di capire come la vicenda evolve, intanto fa pensare lo scritto postato su Facebook dal Sovrintendente Mariano Nuzzo, qualche giorno fa: “Un gigante che attraversa la valle. Oggi mi sono lasciato sorprendere – ancora una volta – dalla maestosità dell’Acquedotto Carolino a Valle di Maddaloni. Voluto da Carlo di Borbone, disegnato da Luigi Vanvitelli, questo colosso d’ingegneria settecentesca sfida i secoli con i suoi archi sospesi tra le montagne, portando l’acqua del Taburno alla Reggia di Caserta. Qui la tecnica si fa bellezza, la pietra si piega all’armonia, il paesaggio diventa architettura. Camminare accanto a questo acquedotto significa percorrere un tratto di Storia, in equilibrio tra visione politica, cultura dell’acqua e rispetto del territorio. Un monumento che ci parla ancora. Sta a noi ascoltarlo e proteggerlo”. Intelligenti pauca.

Nelle foto, I Ponti della Valle, le colline dei Tifatini, il presidente della Commissione regionale Ambiente Giovanni Zannini, il Sovrintendente Mariano Nuzzo, l’avvocata Iolanda Coscia

Provincia di Caserta, Colombiano e Inserra ignorano le situazioni di conflitto di interesse di esperti e dirigenti

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CASERTA – Provincia di Caserta: presidente nuovo, metodi antichi. Su un punto, almeno, la coerenza di Anacleto Colombiano è fuori discussione. Nel senso che, all’atto di insediamento, aveva preannunciato di muoversi nella scia del precedente presidente e così sta facendo.

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CORSIVO / Anacleto Colombiano si declassa a presidente facente funzione

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CASERTA – Anacleto Colombiano ha rinnovato, fino alla fine del mandato presidenziale, l’incarico di Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale della Provincia di Caserta al Dott. Don Salvatore Saggiomo.

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Provincia di Caserta, bufera nel Palazzo: assunzioni bloccate, manovre occulte e un presidente eterodiretto

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CASERTA – di Antonio Sanfelice – Un vento di bufera soffia tra i corridoi della Provincia di Caserta. Il neo-presidente Anacleto Colombiano ha inaugurato il proprio mandato con una decisione che ha spiazzato dipendenti e osservatori: il blocco improvviso dell’assunzione di 11 sorveglianti, già convocati tramite telegramma dopo un concorso lungo e articolato. Un intervento motu proprio che lascia più interrogativi che certezze e che rischia di sollevare profili di illegittimità amministrativa.

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CORSIVO / La Provincia dei miracoli: Madonna firma, Teresa tace: la burocrazia non molla

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CASERTA – Doveva mettersi da parte, attendere, riflettere. Invece no. Paolo Madonna, dirigente tecnico della Provincia di Caserta, indagato per presunti affidamenti irregolari, continua a presidiare l’edilizia scolastica come se nulla fosse. Altro che panchina: si è ripreso il campo. E gli appalti, gira che ti rigira, passano ancora dalla sua scrivania.

È stato definito l’“uomo dei pizzini” per quei messaggi riservati — non protocollati, informali, allusivi — che avrebbe scambiato con l’ex presidente Giorgio Magliocca, anche lui sotto inchiesta. Un sistema parallelo di relazioni e orientamenti, che secondo le ricostruzioni giornalistiche ha influenzato gare e incarichi pubblici.

Cambia il copione, ma non l’attore.

Con l’arrivo di Anacleto Colombiano, Madonna non si defila. Anzi, si ricolloca: si mostra utile, disponibile, pronto a servire. I pizzini cambiano destinatario? Forse. La regia, però, pare sempre la sua.

E Teresa Ricciardiello?

Domanda scomoda. Figura silenziosa, ma strategica nell’attuale assetto dirigenziale. È davvero all’oscuro o ai margini?  

(In foto: la sede della Provincia in via Lubich e, nel riquadro a sinistra, Paolo Madonna con l’ex presidente Giorgio Magliocca. A destra il presidente Anacleto Colombiano)

Caserta, urne aperte in Provincia: Mirra, Di Costanzo e Colombiano in lizza per la presidenza. L’elenco dei 1319 amministratori al voto. LE FOTO

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CASERTA – La partita si gioca in 12 ore. Alle 8 di questa mattina si sono aperte le urne per il rinnovo degli organismi elettivi della Provincia di Caserta.

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Stadio del nuoto ancora chiuso: la rabbia delle società, Provincia pronta ad affidare i lavori

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CASERTA – Il 30 marzo scorso, nel corso di una manifestazione sportiva, due fari sono caduti sugli spalti dello Stadio del nuoto di Caserta e, solo per un caso fortuito, non si sono registrati feriti.

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Provincia di Caserta, Santonastaso in consiglio al posto di Mariniello

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CASERTA – Ingresso ufficiale in consiglio provinciale per il consigliere Paolo Santonastaso che subentra nella lista “Fratelli d’Italia” a Giuseppe Mariniello, decaduto da sindaco di Lusciano.

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Provincia di Caserta, via libera al bilancio. De Rosa: “Risorse per scuole e ambiente”. Assenti Guida, Di Monaco e Mariniello

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CASERTA – Consiglio provinciale lampo stamattina: il presidente facente funzioni Marcello De Rosa incassa i sì della Lega, che ha approvato i punti all’ordine del giorno insieme alla maggioranza. Pd astenuto.

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Provincia di Caserta, il Consiglio di Stato boccia il ricorso di Di Monaco: De Rosa resta presidente

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CASERTA – La terza sezione del Consiglio di Stato respinge l’appello promosso da Gaetano Di Monaco, confermando la misura cautelare disposta in primo grado.

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