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Smarrazzo parla dei Consorzi di Bonifica del Volturno e Alifano accusando il centrodestra di aver fatto un colpo di mano, ma si dimentica che le presidenze sono del Pd

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In politica, come nella vita, c’è una regola che vale oro: prima si studia, poi si parla. Pietro Smarrazzo, evidentemente, ha scelto il percorso inverso.

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Pina Picierno lascia il Pd: la casa dei riformisti non esiste più

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Il vicepresidente dell’Eurocamera Pina Picierno lascia il Pd. “La casa dei riformisti non c’è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. E’ ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni”, ha sottolineato Picierno.

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E’ morto Luigi Nicolais, lutto nel mondo accademico e politico

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NAPOLI – E’ morto questa notte all’età di 83 anni, Luigi Nicolais, ingegnere chimico, docente universitario, politico di lungo corso ed ex ministro.

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Minacce a segretario Pd dopo volantinaggio all’evento pubblico

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CASTEL VOLTURNO – Il segretario del Pd di Castelvolturno Alessandro Buffardi avrebbe ricevuto “minacce gravissime” dopo aver pubblicato un post in cui denunciava che alcune studentesse della scuola alberghiera, che si stavano occupando dell’accoglienza ad un evento pubblico, sarebbero state messe a fare volantinaggio per una candidata di Forza Italia alle elezioni regionali.

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CORSIVO / Stefano Graziano, detto “o russ”: il politico che non ama il proscenio. Ha fatto la guerra a De Luca ma sempre dalle quinte

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(aa) – C’è chi fa politica col cuore, chi con la testa… e poi c’è chi fa la politica con il telecomando, da dietro le quinte, ben attento a muovere i fili senza mai esporsi più di tanto. Mai tanto, almeno, da attirarsi le responsabilità quando le cose non girano a dovere o dovessero andare decisamente male.

Stefano Graziano è uno di questi. Anzi, è il prototipo dell’uomo ombra, diremmo addirittura: dell’eminenza grigia, dato anche i trascorsi democristiani, se non fosse per quella chioma rossiccia che lo tradisce come una spia in incognito.

Parlamentare dal 2020, eletto nel collegio plurinominale Campania 2 – 01 (Aversa), uno dei volti più noti del Pd campano, finora Graziano ha saputo distinguersi per una dote rara: l’arte del mimetismo istituzionale.

Ha acceso micce, ha fatto partire scintille, da ultimo ha messo in moto Manfredi, Ruotolo, Sarracino come se fossero personaggi di un videogioco strategico. Poi, quando il livello si è fatto difficile, ha passato il joystick a Boccia e si è messo comodo.

Al momento, la situazione che direttamente o indirettamente porta la sua impronta è la seguente: il Comune di Caserta? Sciolto. Il Pd regionale? In fermento. E lui? Sempre presente… ma mai troppo. Un po’ come il Wi-Fi nei palazzi antichi: c’è, ma non si vede.

Affrontare De Luca a viso aperto? Sarebbe stato un gesto da manuale. Ma si sa, certi manuali non si leggono mai fino in fondo. E così, invece del confronto, abbiamo assistito al grande spettacolo del “dietro le quinte”, dove il coraggio si misura in decibel di silenzio.

È politica questa? O è solo una raffinata forma di teatro, dove il protagonista preferisce il ruolo dell’ombra? E mentre il sipario cala, lui resta dietro le quinte, pronto a dire: Io non c’ero, ma se c’ero dormivo.

Nelle foto: Vincenzo De Luca, Stefano Graziano e Francesco Boccia

Il PD ostaggio di De Luca si avvia sul viale del tramonto. Ma l’accordo traballa. La Schlein sarà costretta a cambiare il nome al partito?

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In Campania si sta consumando uno spettacolo politico che molti definirebbero indegno. Il Partito Democratico, ormai ostaggio della famiglia De Luca, sembra aver smarrito ogni residuo di dignità istituzionale.

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PD Campania: Sarracino “Paghiamo un prezzo”. Il caso De Luca e la resa di Schlein

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Nel Partito Democratico campano si consuma una resa dei conti che ha il sapore di un antipasto indigesto. La dichiarazione di Marco Sarracino — “Paghiamo un prezzo” — non è solo un’ammissione, ma un grido che fotografa il momento: il prezzo è alto, e lo si paga in credibilità, coerenza e visione politica.

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Roma, riunione fiume del PD. De Luca esce pallido, furioso. La Schlein lo blocca: fine dello show

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Il padre padrone è al capolinea. Quello che tutto sa, tutto è, tutto decide. Finito. Monologhi, chiacchiere, lanciafiamme: il solito teatrino.

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De Luca non molla: Elezioni in primavera. E sui social predica bene e razzola male: non gli va giù che il M5S con Fico può cambiare il suo sistema

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EDITORIALE – di Antonio Arricale – In Campania, il dibattito politico sembra spesso deviare dal merito e rifugiarsi nei labirinti della retorica. Ma gli elettori meritano chiarezza, contenuti, e soprattutto verità. Non si vota per le barzellette, si vota per un futuro. Oppure non si vota affatto, come avviene appunto ora.

Non a caso il Movimento 5 Stelle – può piacere o no – si presenta come alternativa credibile al governatore Vincenzo De Luca, puntando su valori di cambiamento, trasparenza e legalità. Del resto – checché se ne dica per indorare la pillola e rendere praticabile la strada del campo largo, l’unica che potrebbe garantire la vittoria al centro sinistra – i numeri raccolti sul territorio parlano di una regione in sofferenza: sanità pubblica inefficiente, ambiente deturpato, trasporti in affanno, turismo e agricoltura senza una visione strategica.

Dieci anni di governo De Luca hanno restituito l’immagine di un guascone, di un battutista, di uno sceriffo, ma non di una regione che – per importanza, tradizione, popolazione, finanche per economia – è tra le prime quattro d’Italia. Eppure, chi ne è alla guida, oggi, sembra più interessato al controllo che al rinnovamento, al potere fine a sé stesso che allo sviluppo economico e sociale della collettività.

Non è un caso, infatti, che gli interventi pubblici del presidente De Luca spesso scadano nel teatrino dell’ironia, evitando il confronto diretto con i giornalisti e trasformando ogni domanda scomoda in pretesto per uno sketch. Ma la politica non è cabaret. È responsabilità, è servizio. E non si può governare sulla base di slogan, battute o attacchi personali.

Se la satira fosse un metro di giudizio, probabilmente De Luca avrebbe già il Nobel. Ma per guidare la Campania serve visione e concretezza. Servono risposte, non sorrisi in conferenza stampa.

Gli elettori hanno bisogno di una narrazione limpida e di scelte fondate sui dati e sulla realtà del territorio. Il M5S ha l’opportunità di rappresentare quel cambiamento invocato da molti? Magari sì. Se non altro il problema se lo pone. Ovviamente, a patto che si parli meno di retorica e più di soluzioni.

Nelle foto: Vincenzo De Luca e Roberto Fico

Partito Democratico: Vincenzo Napoli eletto presidente della Provincia di Salerno

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SALERNO – Vincenzo Napoli è il nuovo presidente della Provincia di Salerno. L’esponente del Partito democratico ha battuto il sindaco di Montesano sulla Marcellana, Giuseppe Rinaldi.

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