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Consiglio regionale, Manfredi: la giunta avrà imprimatur politico importante

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NAPOLI – Massimiliano Manfredi, 52 anni, nato a San Paolo Belsito, sposato e padre di due figlie è, dunque, il nuovo presidente del consiglio regionale della Campania.

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Fratelli d’Italia: Sangiuliano capogruppo in consiglio regionale

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NAPOLIGennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura, è il capogruppo di Fratelli d’Italia nel nuovo Consiglio regionale della Campania. La designazione è avvenuta, secondo le previsioni, nella prima riunione degli eletti meloniani avvenuta oggi.

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Ecco il nuovo Consiglio regionale della Campania. Tutti gli eletti provincia per provincia

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NAPOLI – Ecco i consiglieri regionali neo eletti in Campania: 32 seggi alla coalizione guidata da Roberto Fico, 17 a quella che faceva capo a Edmondo Cirielli. E’ l’attribuzione definitiva dei posti in Consiglio regionale della Campania.

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Il 9 luglio Question time in consiglio regionale

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NAPOLI – La “valutazione dell’attività della discarica di Fragneto Monforte”, “l’innalzamento dell’età minima per lo screening del tumore alla mammella”, la “caccia in deroga di storni e fringuelli nella Regione Campania”: sono tra le interrogazioni, presentate, rispettivamente, dai consiglieri Francesco Cascone (FI), Maria Muscarà (Gruppo Misto) e Roberta Gaeta (Demos) che verranno discusse nella seduta di Question Time che si terrà in Consiglio Regionale il prossimo mercoledì 9 luglio dalle ore 11 alle ore 13.

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Muscarà: “Con la scusa della campagna referendaria messo il bavaglio al Consiglio”

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NAPOLI – “È gravissimo quanto sta accadendo al Consiglio Regionale della Campania. Con una circolare firmata dal presidente Gennaro Oliviero, si è deciso di sospendere non solo la comunicazione istituzionale – come previsto dalla normativa – ma addirittura ogni attività di discussione democratica, bloccando question time, audizioni e perfino i lavori delle Commissioni”.

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Corte tributaria di Avellino, Consiglio regionale: vota contro la soppressione

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NAPOLI/AVELLINO Approvata all’unanimità dall’Assemblea regionale una mozione per dire no all’ipotesi di soppressione della Corte di Giustizia Tributaria di Avellino.

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Dimissioni Caldoro, Maria Grazia Di Scala subentra in Consiglio regionale

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NAPOLI – Il consiglio regionale della Campania ha preso atto oggi delle dimissioni di Stefano Caldoro, già presidente della Giunta regionale e capo dell’opposizione per diversi anni.

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Stefano Caldoro si dimette dal consiglio regionale

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NAPOLI – Stefano Caldoro si dimette dal consiglio regionale. L’annuncio sarà dato martedì. Alla base della sua decisione ci sarebbero anche le scelte degli altri componenti del gruppo Moderati e Riformisti, con Livio Petitto approdato a Forza Italia e Massimo Grimaldi alla Lega.

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De Luca e Zaia non hanno speranza: limite del terzo mandato, ecco cosa prevede la legge

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ROMA – di Anna Laura Bussa – La riforma costituzionale sull’elezione diretta del presidente della Regione del 1999, configura la legislazione elettorale regionale come “materia concorrente”. Tradotto: lo Stato stabilisce i principi e le Regioni vi aggiungono i particolari. Se lo Stato, quindi, nello scrivere la legge, avesse messo la questione del tetto ai mandati per i presidenti, come principio generico, ogni Regione avrebbe potuto prevedere il suo. Ma nel 2004, quando, con il governo di centrodestra, ci fu l’approvazione effettiva della legge sui principi di quella materia, si decise di copiare direttamente la normativa che regolava l’elezione diretta del sindaco. E questa prevedeva il tetto dei due mandati.

Tutti, all’epoca, conferma anche il costituzionalista Stefano Ceccanti, furono d’accordo perché il ragionamento fu il seguente: “se si prevede un limite per i mandati del primo cittadino perché non prevederlo anche per chi governa la Regione visto che ha molto più potere?”. In questo modo si scrisse “un principio secco”, non generico, che è di fatto “auto-applicativo”. Cioè entra in vigore dal 2004 per tutte le Regioni ordinarie che prevedano l’elezione diretta, ossia tutte, visto che nessuna ha fatto una scelta diversa in deroga. E il principio è stato ritenuto talmente valido che è stato persino inserito nella proposta di riforma del Premierato. 

Analizzando, ora, la situazione attuale, i margini per aggirare questo “principio secco” della legge sembrano davvero molto esigui. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che vorrebbe ricandidarsi di nuovo, sostiene, con una nuova normativa regionale, che la “conta dei due mandati” comincerebbe da quando la Regione recepisce la legge. E cioè da ora. Ma questa storia del “recepimento”, anche a detta di molti costituzionalisti, non reggerebbe visto che il principio essendo secco è entrato immediatamente in vigore senza che si debba recepire e il divieto di un terzo mandato consecutivo è direttamente auto applicativo. L’obiezione avrebbe avuto un senso, osservano, se avessero scritto la legge “a maglie larghe”, cioè parlando in modo generico di tetto ai mandati. Ma così non è stato.
Il Governo ha così presentato ricorso contro la legge regionale della Campania confidando in una sentenza favorevole della Corte Costituzionale. La scelta di uscire dal partito di appartenenza per candidarsi autonomamente, come annunciato da De Luca e tra le opzioni del numero uno del Veneto, Luca Zaia, anche lui colpito dal divieto, non risolverebbe comunque il problema. Il divieto del terzo mandato infatti ricade sulla persona e non sul partito. E anche se si presentassero alle prossime elezioni con liste autonome o per conto di forze politiche diverse dalle attuali, il discorso non cambierebbe. La legge, assicura ancora Ceccanti, “parla molto chiaro”.
La speranza di De Luca e Zaia potrebbe essere quella di una pronuncia a loro favore da parte della Consulta, ma si tratta di “un periodo ipotetico dell’irrealtà”, si osserva, perché questo creerebbe un precedente pericoloso visto che metterebbe a rischio varie leggi di principio che regolano le Regioni. (Ansa).

Assalto in banca a Marcianise, Iodice: serve lo Stato, più uomini e mezzi alle forze dell’ordine

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MARCIANISE – Azione quasi militare quella avvenuta stanotte a Marcianise con ruspa e tir per dare l’assalto alla filiale della Banca di credito popolare. “Ciò che e’ accaduto poco prima dell’alba a Marcianise in una zona assai frequentata, è l’ultima goccia caduta in un vaso oramai colmo”.

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