Spaccio a Scampia per il clan Amato-Pagano, pusher usa figlio di 10 anni per vendere coca

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NAPOLI – Per spacciare cocaina e crack non esitava ad utilizzare il figlio di soli 10 anni uno degli arrestati, un 47enne, arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli nella maxi operazione della Dda che ha sgominato il clan Amato-Pagano egemone nel quartiere di Scampia a Napoli

ll ragazzino, secondo quanto emerge da una intercettazione, in sella a un motorino guidato dal padre, avrebbe preso parte alla consegna della sostanza stupefacente ordinata via telefono. In quell’occasione i due si sono recati in una piazza della città a consegnare una dose da cinque euro. Il 47enne (che guadagna 300-350 euro a settimana) è, infatti, uno degli addetti alla piazza di spaccio in cui la droga (cocaina, kobret e poi anche crack) si vende su strada, ma anche con modalità itinerante. E il padre del ragazzino ricopre anche questo ruolo: ha un telefono “aziendale”, sul quale riceve gli ordinativi, e uno scooter, pure questo fornito in dotazione dai vertici dell’organizzazione criminale, per effettuare le consegne. La Polizia, sempre grazie alle intercettazioni, riesce a documentare il momento in cui uno dei suoi superiori (colui che è deputato a rifornire i pusher) lo licenzia “per giusta causa”: è il 9 luglio 2022 quando gli intima di consegnare le chiavi del motorino aziendale perché colpevole di avere spento il cellulare rendendo così vane le chiamate dei clienti (“la gente deve drogarsi tutti i giorni”). Alla discussione è presente anche il ragazzino, che il padre utilizza come specchietto per le allodole, cioè per eludere eventuali controlli delle forze dell’ordine. La presenza del ragazzino nella piazza di spaccio però non gode dell’approvazione del capo del 47enne che lo rimprovera: “Ma non camminare con tutta questa roba (droga) addosso… poi ti porti a tuo figlio al seguito”.