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Smarrazzo parla dei Consorzi di Bonifica del Volturno e Alifano accusando il centrodestra di aver fatto un colpo di mano, ma si dimentica che le presidenze sono del Pd

In politica, come nella vita, c’è una regola che vale oro: prima si studia, poi si parla. Pietro Smarrazzo, evidentemente, ha scelto il percorso inverso.


Sulle nomine dei Consorzi di bonifica, per esempio, ha pensato di dover impartire lezioni senza sapere – o fingendo di non sapere – che il presidente del Cda è espressione del Partito Democratico o, se si preferisce con una buona dose di ipocrisia, più in generale del campo progressista, cioè del suo stesso schieramento. Un dettaglio che, prima di affidarsi ai comunicati stampa, avrebbe fatto bene a verificare.
La politica, però, non è un post sui social. È memoria. È conoscenza degli equilibri. È consapevolezza di ciò che è accaduto ieri per capire quello che succede oggi. Basti ricordare la vicenda dell’ASI Napoli, sempre per esempio, dove i mal di pancia erano registrati tutti internamente al centrosinistra. E, tuttavia, in quel caso nessuno pensò di trasformare una dinamica politica in una crociata moralistica.
Smarrazzo, però, dalla sua ha un’attenuante: è al suo primo mandato e ha tutto il diritto di fare esperienza. Molto meno quella di distribuire pagelle su vicende che dimostra di conoscere poco. Anche perché quello del consigliere regionale non è un apprendistato: è un incarico che i cittadini pagano profumatamente e richiedono che sia espletato con competenza. E, dunque, dopo aver studiato.
Diversamente, a forza di parlare senza conoscere, Smarrazzo rischia di passare alla storia come il primo consigliere regionale eletto in Campania ma residente, politicamente, su Marte.

Nella foto, da sinistra, Anacleto Colombiano e Pietro Smarrazzo

Notix

REDAZIONE NOTIX

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